ITALIA – Immigrazione. Italia razzista e xenofoba per Human Right Watch

23 12 2009

Un clima generale di razzismo e xenofobia, inasprito dalle politiche legislative e di governo: il 2009, per gli immigrati in Italia, e’ stato un pessimo anno.
A sostenerlo e’ Human Right Watch, Ong internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. E che, in un rapporto intitolato ‘Slow Movement: Protection of Migrants Rights in 2009′, fa un resoconto sulle violazioni dei diritti dei migranti in numerosi Paesi del mondo.
Il rapporto punta il dito soprattutto contro i respingimenti ‘operati dall’Italia, a partire dallo scorso maggio, contro barche di migranti provenienti dalla Libia’. In una di queste azioni di ‘repressione’, il primo luglio 2009, la Ong riferisce che ‘funzionari italiani hanno usato bacchette che provocano scosse elettriche e manganelli’ contro i ‘boat-people’ e che alcuni persone a bordo dei barconi hanno riportato ‘lacerazioni alla testa, medicate prima che lasciassero le navi di soccorso italiane’.
Radiografando la situazione dell’immigrazione in Italia, Human Right Watch sottolinea che ‘le politiche di governo e la legislazione hanno inasprito un generale clima di razzismo e xenofobia’. E a finire nel mirino e’ la legge 94 del 15 luglio, secondo cui ‘gli immigrati privi di documenti sono punibili con una multa superiore ai 10 mila euro’. Non solo, con il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ ‘il premier Silvio Berlusconi, invece di scoraggiare le azioni dei vigilantes, ha autorizzato gruppi di vigilanza, con il rischio di creare una violenza tollerata dallo Stato contro rom e migranti’, riferisce il rapporto

fonte italy.indymedia.org





Il salvataggio in mare non è reato

13 11 2009

Martedì 17 novembre il Tribunale penale di Agrigento pronuncerà la sentenza di primo grado nei confronti di sette pescatori tunisini accusati del reato di agevolazione dell’ingresso di clandestini per avere condotto a Lampedusa 44 migranti salvati nelle acque del Canale di Sicilia mentre erano in procinto di annegare.
Dopo l’arrivo a Lampedusa i pescatori tunisini venivano rinchiusi nel carcere di Agrigento per settimane. Venivano inoltre, sequestrati i pescherecci Mohammed El Hedi e Mortadha, “perché utili all’accertamento dei fatti e pertinenti al reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina per cui si procede”.
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Da Ponte Galeria

10 11 2009

Da Ponte Galeria Non fa mica tanto caldo, a Roma, in questi giorni. Eppure dentro a sette delle baracche del Cie di Ponte Galeria è una settimana che sono accesi i condizionatori d’aria. E sparano aria fredda, come avrebbero dovuto fare questa estate. «Non li possiamo spegnere, non dipende da noi», hanno risposto pazientemente crocerossini e poliziotti alle rimostranze dei reclusi. Dipende dai tecnici della ditta che li ha istallati, ma la direzione del Cie non ce li ha mica i soldi per pagarli.
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Ascanio Celestini

3 11 2009




Il criminale perfetto

30 10 2009

Nella cronaca nera quali sono gli elementi del delitto perfetto? i tanti cadaveri? i tempi che passano tra un delitto all’altro? le stranezze sulla vittima o sull’arma del delitto? diciamo che c’e’ un po di tutto.
Ma cosa colpisce di piu’ il lettore della cronaca nera? Secondo alcuni sondaggi sembrerebbe che sia la bellezza della vittima a far breccia piu’ di ogni altro elemento. Piu’ e’ giovane e bella e piu’ e’ a “rischio” di essere vittima.
Assodato quale sia la vittima perfetta, quale potra’ essere l’identikit del colpevole perfetto? Stando ad agatha christie non c’e’ assassino piu’ affascinante del piccolo borghese invidioso e libidinoso. I soldi e la ricchezza aggiungono pepe alla vicenda. Ma piu’ di tutti e’ il mistero legato all’identita’ del criminale ad affascinare.

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Medici per i Diritti Umani avvia un presidio sanitario in sostegno dei rifugiati afgani

29 10 2009

Roma, 28 ottobre 2009

Facendo seguito alla lettera aperta al Sindaco Alemanno e all’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma inviata in data 23 ottobre in occasione della minaccia di sgombero presso l’insediamento di rifugiati afgani alla stazione Ostiense, Medici per i Diritti Umani (MEDU) rende noto che a partire da martedì 27 ottobre ha attivato nella medesima area un presidio sanitario dotato di un’unità mobile (camper-ambulatorio). In seguito all’intervento di MEDU e dopo una lunga contrattazione la proprietà e le forze di pubblica sicurezza avevano accettato di procrastinare lo sgombero di 10 giorni.

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Manifestazione antirazzista a Roma (scusate il ritardo)

28 10 2009

eccovi alcune foto della manifestazione antirazzista a Roma del 17 ottobre (in ritardo clamoroso lo so)…

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Tempi s(i)curi: storie di alLODOde e specchietti

18 10 2009

dalla manifestazione del 17 ottobre a Roma

Con la recente approvazione del pacchetto sicurezza le ronde razziste sono una realta’, l’immigrazione clandestina e’ un reato e i rastrellamenti polizieschi sono all’ordine del giorno. Nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), in cui si puo’ finire semplicemente essendo straniero, il periodo di “permanenza” e’ stato allungato da due a sei mesi. In queste discariche umane della democrazia, gestite dalle forze dell’ordine con la complicita’ di attiva di associazioni paramilitari come la Croce Rossa Italiana (presente nei vari CIE), le cure negate, gli stupri e i ricatti sessuali, le morti, la repressione violenta delle rivolte e l’indifferenza verso gesti disperati di chi, li dentro, sente di non aver piu’ nulla da perdere, rappresentano la quotidiana banalita’ di questi lager.

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una storia per raccontarne tante …

16 10 2009

«Probabilmente io mi sono illuso tanto con l’ideale dell’Unione europea. Si dice che l’Unione europea al centro di sé ha l’Uomo, che la dignità dell’Uomo sia inviolabile, che i suoi diritti siano inalienabili: questa veramente mi sembra una utopia. Mi crea una tristezza, mi crea una grande tristezza… che menzogna, veramente! Purtroppo io mi metto a piangere. A volte dico: non è difficile diventare un sovversivo, assolutamente non è difficile diventare un sovversivo di fronte a tanta ingiustizia. Ma sa che le dico? Io mi batterò non con il fucile né con il passamontagna, bensì con la forza della parola e la ragione collettiva. È questo il mio appello a voi, veramente.»

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Via Corelli – La sentenza

14 10 2009

Diario
Il primo grado del processo contro i rivoltosi di Corelli si è chiuso. C’è stata una sola assoluzione, ma le condanne sono state di molto inferiori alle richieste dell’accusa: dai 6 ai 9 mesi, contro i due anni abbondanti che pretendeva il Pm durante la sua requisitoria. Rimane tutta aperta la questione di Joy, che sarà processata per calunnia per aver raccontato in aula ciò che nessuno ha avuto il coraggio di affermare fino ad ora a voce alta: e cioè che oltre ad essere luoghi di reclusione e teatro di pestaggi, ricatti e umiliazioni, i Centri spesso nascondono storie tremende di molestie e violenze sessuali. Spogliati di tutto, nuda vita, i prigionieri sono corpi reclusi dei quali i guardiani ritengono sia naturale servirsi a proprio piacimento.

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Caccia al negro

14 10 2009

“Con la scusa della sicurezza, la nostra citta’ sta respirando in questi mesi un clima di violenta repressione: blitz contro immigrati, sgomberi di centri sociali e di edifici occupati da famiglie senza casa. Operazioni eclatanti, che colpiscono i piu’ deboli con l’obiettivo di aprire nuovi spazi agli interessi economici che governano la citta’”.

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Continua lo sciopero a Ponte Galeria. Altre novità dai Centri di tutta Italia

1 10 2009

Sui tetti di Crotone, nelle aule di Milano

Quella di martedì è stata una giornata di tensione anche dentro al Centro di Crotone. Due reclusi sono saliti sul tetto minacciando di buttarsi, altri due sulle recinzioni metalliche che circondano la struttura. Un altro si è tagliato le mani e la pancia con una lametta. E non è la prima protesta dentro al Cie calabrese dal momento dell’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza”: già ad agosto c’era stato uno sciopero della fame di tre giorni. In serata è tornata la calma ma, come in quasi tutti gli altri Centri sparsi per lo stivale, siamo sicuri che non durerà molto.

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Rivolta al Cie di Gradisca

25 09 2009

Mentre il paese intero si raccoglie nel lutto per i sei soldati morti in Afghanistan, mentre la Croce Rossa piange sulla vernice versata sulla facciata della sede di Roma, scoppia una rivolta nel Cie di Gradisca di Isonzo, provincia di Gorizia. Non sappiamo come sia cominciata, per ora le notizie sono frammentarie e confuse. Quel che è certo è che in una sezione è stato appiccato un incendio, e che la polizia sta picchiando forte chiunque gli capiti sotto tiro. Al momento, si contano almeno 15 feriti tra i reclusi, portati in infermeria sanguinanti.

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Lavoro Nero

21 09 2009

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acuqa, molti puzzano perche’ tengono lo stesso vestito per molte settimane. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in 2. Pochi giorni dopo diventano 4, 6, 10. Molti bambini vengono utilizzati per l’elemosina.

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manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre

9 09 2009

APPELLO

MANIFESTAZIONE

NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA 17 OTTOBRE

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.

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Da Brindisi, auguri a Maroni

7 09 2009

Come sapete, in seguito alla prima ondata di rivolte dopo l’entrata in vigore del Pacchetto sicurezza di Maroni, l’ex Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Brindisi è stato – e senza troppi sforzi – convertito in Cie: evidentemente la differenza tra queste due tipologie di strutture è sempre stata molto sottile.

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Aggiornamenti da Ponte Galeria

4 09 2009

Aggiornamento 3 settembre. Lo sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria si è già concluso. È stato una breve fiammata, solo un momento di un processo di accumulazione di forze e di determinazione che lavora sotterraneamente e che non è ancora giunto a maturazione. Del resto, questi scioperi brevissimi sono stati una caratteristica dell’ultimo anno di vita nei Centri, nei momenti di attesa tra una ondata e l’altra della lotta vera e propria. Ma se forza e determinazione crescono con fatica, quel che non difetta mai è la disperazione.

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Grazie a loro mi sento piu’ sicuro

1 09 2009

Ecco la messa in atto del pacchetto sicurezza da parte delle nostre forze dell’(dis)ordine.

Nulla da invidiare ai piu’ famosi “cops” anericani.

qui il link del video.

http://www.liveleak.com/view?i=43a34_4907





La politica italiana sull'immigrazione

31 08 2009

Sembrerebbe diminuito l’afflusso di migranti verso il bel paese. Un ringraziamento a voi che, con le vostre raffinate tecniche ( internamento, respingimento, privazione del cibo, disidratazione), ci avete liberato di questi fastidiosi clandestini e ci avete ridato la sicurezza.

Infatti non era necessario studiare un piano con gli altri paesi per cercare di andare all’origine del problema dell’immigrazione ( ci sara’ pure qualche motivo per il quale queste persone vengono a “trovarci”) basta utilizzare il buon vecchio metodo all’inglese (preso in prestito dal calcio): kick and run.





testimonianza da Ponte Galeria.

31 08 2009

da http://lombardia.indymedia.org/

«Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero libero… Ho visto la Croce Rossa e mi sono detto: “meno male, almeno non vedo la polizia intorno”. Invece mi sono sbagliato tanto, mi sono sbagliato tanto a pensare così…

La Croce Rossa mi ha dato un paio di ciabatte, un paio di lenzuola di carta di quelle che si usano sui treni, quelle usa e getta. Mi ha aperto un cancello e… lunghe sbarre, lunghe sbarre alte quattro metri. Tutto a sbarre. Avete presente gli zoo, come sono divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei… Da lontano ho visto i militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan – armati! Subito mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona chiusa in una gabbia 16 per 20 non può essere libera, non può essere libera!

Qui non c’è la vita, non si può vivere così: ci danno il vitto solo per tenerci in vita. Sapete come ci sentiamo, sapete come ci sentiamo noi? Persone sequestrate! Una cosa è sentirla – vedete, mi viene la pelle d’oca – e un’altra cosa è trovarsi solo cinque minuti in una gabbia… e no, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi… E intorno a noi girono militari che sono tornati dall’Afghanistan. Vigili urbani, Polizia, Finanza, Carabinieri, Polizia stradale, militari… tutte le divise abbiamo qua. E in più abbiamo la Croce Rossa: per me il nome della Croce Rossa è infangato, infamato!, perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. E questo lo posso confermare davanti a tutti, anche davanti al Presidente della Repubblica.

Qui non è come fosse Guantanamo: è Guantanamo. È Guantanamo. È Guantanamo del signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini e del signor Calderoli. Noi vogliamo che nostra voce si senta da qua a tutto il mondo come si è sentita per Guantanamo.Trasmettetela e ve ne saremo molto grati: le nostre sofferenze qua non si possono descrivere. Non si possono descrivere, non si possono descrivere…»

Ponte Galeria, Roma, 30 agosto 2009

La teoria e la pratica della “detenzione amministrativa” in undici minuti di intervista su http://www.autistici.org/macerie/?p=18803

(Sono giornate agitate, queste, a Ponte Galeria. Aumenta la sofferenza ed aumenta la voglia di urlare. Un recluso oggi si è sentito male ed è stato portato via, un altro ha inghiottito due pile e non l’hanno portato in ospedale perché avevano paura che scappasse. Tra l’urlo e la lotta, forse, ancora qualche giorno.)





ancora respingimenti

31 08 2009

da http://www.everyonegroup.com

Roma, 30 agosto 2009. 75 profughi provenienti da Somalia ed Eritrea (e quindi con i requisiti per ottenere asilo politico) sono stati respinti in Libia dalle autorità italiane in data odierna. A nessuno di loro è stata concessa la possibilità di chiedere protezione internazionale. I profughi, a bordo di un gommone, sono stati fermati 20 miglia a sud di Capo Passero. Prima del respingimento, erano stati assistiti da una motovedetta maltese e scortati fino alle acque territoriali italiane, come da loro richiesta. I migranti, fra i quali vi erano alcuni malati, donne e bambini, avevano comunicato alle autorità maltesi di aver intenzione di chiedere asilo in Italia. Il gruppo EveryOne allertava immediatamente l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati affinché vigilasse sul rispetto della Convenzione di Ginevra da parte del governo italiano e sulla concessione ai profughi, nel rispetto degli accordi internazionali, profughi dell’opportunità di presentare domanda di asilo. L’Alto Commissario si attivava immediatamente, ma le Istituzioni italiane prendevano una decisione repentina, che non consentiva alcun intervento. Intanto dalla Libia, dove si trova per i festeggiamenti in occasione del primo anniversario della firma del Trattato di amicizia e cooperazione tra Italia e Liba, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi chiedeva al regime di Gheddafi un rigore ancora maggiore contro l’emigrazione dall’Africa verso l’Italia. In seguito al respingimento, l’Alto Commissariato diffondeva una nota, esprimendo grande preoccupazione. Secondo Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Unhcr, la politica dei respingimenti si traduce “in una forma di penalizzazione nei confronti dei richiedenti asilo, persone in fuga da guerre e persecuzioni che hanno diritto ad ottenere protezione umanitaria e asilo. E’ il caso dei 75 migranti riportati oggi a Tripoli che, secondo le prima informazioni, sarebbero somali, un paese che da circa vent’anni vive in condizioni di completa anarchia, una situazione che colpisce sopratutto la popolazione civile”. Il Gruppo EveryOne ha annunciato che presenterà, insieme a una rete di Ong, una denuncia alla Corte penale internazionale de L’Aja. “I giudici della Corte penale internazionale stanno già valutando le politiche xenofobe contro i Rom,” dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione, “ed è auspicabile che si pronuncino con urgenza anche contro questi aberranti crimini umanitari. Lasciar passare nell’indifferenza queste violazioni degli accordi internazionali che sono alla base della civiltà e della democrazia significa stracciare in un solo momento la Carta dei Diritti Fondamentali nell’Unione europea, la Convenzione di Ginevra, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.








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