Internet muove la Cina

31 08 2009

da opendemocracy.org

scritto da Li Datong

L’8 giugno 2009 il ministero dell’industria e dell’informazione tecnologica cinese ha annunciato che a partire dal 1 luglio tutti i produttori di computer devono installare nei pc venduti in Cina un filtro web chiamato Diga verde per difendere la salute mentale dei giovani. Il provvedimento ha scatenato una vera e propria rivolta. Gli utenti di internet piu’ esperti hanno subito scoperto come funziona: il software contiente una lista di parole da filtrare, tra cui diecimila collegate alla pornografia, e seimila alla politica. Alcuni intellettuali hanno chiesto di rendere pubblico il metodo con cui sono prese queste decisioni politiche, per poterne controllare la legalita’. Ma la cosa piu’ interessante e’ stata la Dichiarazione 2009 degli utenti anonimi, che comincia con un saluto ai censori e prosegue descrivendo la rete come una forza inarrestabile della storia. Il documento contiene anche una sfida: “per affermare la liberta’ di internet, per aumentare la diffusione, e per difendere i nostri diritti, saboteremo il vostro meccanismo di censura, dimostrando la sua inefficacia”.

Dopo le critiche sia dall’interno che dall’estero, il 30 giugno il ministro ha annunciato che avrebbe rinviato il provvedimento. Ma e’ chiaro che in realta’ ha rinunciato definitivamente. Distruggendo la Diga verde, gli utenti cinesi di internet hanno ottenuto la loro vittoria piu’ grande.

Questo e’ un anno particolare per le autorita’ di Pechino. E’ il sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare, ma anche il ventennale dei fatti della piazza Tiananmen e il cinquantesimo della rivolta tibetana. I disordini del Xinjiang hanno fatto emergere tensione e insicrezza nel paese. In previsione di altri problemi, sono stati aperti uffici di mantenimento della stabilita’ su tutto il territorio. Di solito i mezzi d’informazione cinesi tengono nascoste brutte notizie, ma a quanto pare i tempi stanno cambiando. Dall’inizio del 2009 c’e’ stata una serie di incidenti che hanno avuto grande risonanza. Questi incidenti vengono prima denunciati su internet, ma poi anche i mezzi di informazione tradizionali ne parlano e alla fine le notizie arrivano ad avere un’eco nazionale. Nella prima meta’ dell’anno ci sono stati una decina di casi simili, tra cui quello della Diga verde. Una caratteristica comune a tutti questi episodi e’ stato lo scietticismo espresso dagli utenti della rete nei confronti delle spiegazioni ufficiali, e in tutti i casi alla fine le autorita’ hanno avuto la peggio.

Nel sistema politico cinese non esistono vere elezioni ne un reale controllo da parte dei mezzi d’informazione, quindi le autorita’ possono fare cio che vogliono. Non si preoccupano dei cittadini, non si pongono limiti giuridici e ignorano l’interesse pubblico. Uno dei fenomeni sociali piu’ importanti di oggi e’ che spesso chi protest non e’ personalmente coinvolto nei fatti contestati. Per esepio, la morte sospetta di un cuoco d’albergo di nome Tu Yungao a Shishou, nella provincia di Hubei, ha fatto scendere in piazza contro la polizia decine di migliaia di persone. Perche? un funzionario locale ha spiegato: “non si tratta solo di una morte sospetta, e’ stato un modo per sfogare le profonde tensioni sociali che si erano accumulate nel corso del tempo”. E ha aggiunto “a Shishou i locali dove si gioca d’azzardo illegalmente, gli spacciatori di droga, i furti, le rapine, i casi di omicidio non risoldi, il numero eccessivo di multe, la corruzione della polizia e il suo disprezzo per la popolazione sono sotto gli occhi di tutti. La gente e’ disgustata”. L’incidente puo’ quindi essere visto come l’espressione del malcontento dei cittadini verso l’amministrazione. In realta’ tutte le proteste di massa sono contro le amministrazioni locali, e il governo centrale lo sa. Quest’anno i segretari di partito e i responsabili della sicurezza dei vari distretti sono stati convocati a Pechino per un corso di formazione. Non e’ solo una questione di incompetenza, il vero problema e’ la sfiducia della gente verso il governo. Appena scoppia un conflitto, la popolazione non crede piu’ alle dichiarazioni ufficiali. Per mettere fine a questo tipo di disordini servono enormi risorse ma, soprattutto, questi episodi scuotono le fondamenta del potere. E forse questo e’ il vero motivo per cui le opinioni espresse online cominciano a essere rispettate.

LE autorita’ si sono accorte che il rapido miglioramento degli standard di vita e’ accompagnato da un’insoddisfazione crescente da parte dei cittadini. L’equilibrio tra stato e societa’, tra governo e popolo non esiste piu’. L’unica soluzione e’ modificare il sistema di potere. Ma non ci saranno vere riforme fino a quando le pressioni non saranno cosi’ forti da far capire al partito che e’ in atto una crisi di governabilita’. Nei prossimi anni, i conflitti sulla rete tra autorita’ e cittadini diventeranno sempre piu’ frequenti. Questo fenomeno non ha precedenti nella storia: nessuno si aspettava ce internet divetnasse lo strumento piu’ efficace per far nascere una nuova societa’ civile. Da quando usano la rete, i cinesi hanno imparato a occuparti anche di cose che non li riguardano direttamente, a sentire opinioni diverse, a rispettare chi non la pensa come loro. Sta nascendo una nuova societa’ civile. E, a lungo termine, non c’e’ catalizzatore migliore per le riforme politiche.

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