Cia. Un’inchiesta sull’operato durante l’amministrazione Bush

31 08 2009

da America Oggi

WASHINGTON. L’amministrazione Obama è  sempre più intenzionata a fare piena luce sui segreti della Cia  nell’era Bush, soprattutto per quanto riguarda la tortura. Per  il ministro della Giustizia, Eric Holder, è tempo di sapere una  volta per tutte se quelle torture ci sono state oppure no, chi  le ha autorizzate, e per quale ragione. Per questo motivo Holder  si accinge a nominare un procuratore speciale con il compito di  promuovere un’inchiesta specifica al riguardo. Lo hanno rivelato sia il Washington Post, sia il settimanale Newsweek,  sottolineando che Holder nel prendere questa decisione è  perfettamente consapevole di andare ad innescare una serie di  polemiche che potrebbero nuocere alla presidenza Obama. Holder, cinquantasette anni, primo afro-americano nella storia degli Stati Uniti a  ricoprire la carica di Attorney General, è uno dei principali  consiglieri del presidente Obama, di cui non nasconde di avere  “grandissima stima”.

La tortura è contro la legge degli Stati Uniti d’America. E anche il New York Times ha riportato con molta evidenza come sarebbe stato l’ex vicepresidente Dick Cheney a concedere direttamente alla Cia l’autorizzazione ad avviare certe procedure segrete, torture comprese.
Non solo: stando a quanto detto alle commissioni Intelligence di Camera e Senato dall’attuale direttore della Cia, Leon  Panetta, Cheney avrebbe ordinato all’Intelligence americana di tener nascosti certi programmi per tutti gli otto anni del suo doppio  mandato.
Un ordine, dunque, contro la legge, perché, per quanto  potente sia, un vicepresidente non può tener nascoste al  Congresso decisioni di tale portata.
Per questo motivo l’Attorney General Eric Holder sarebbe deciso ad andare fino in fondo per far chiarezza sulla vicenda degli interrogatori segreti della Cia, a costo anche di causare un polverone di polemiche sia con i repubblicani, secondo i quali quegli interrogatori  sono avvenuti in tempi eccezionali, ovvero in seguito agli attacchi  terroristici, e dunque per superiori ragioni di sicurezza; sia con quella parte della stessa amministrazione Obama, secondo la  quale non servono polemiche per dei fatti che riguardano il passato, perché, come dice lo stesso capo della Casa Bianca, “bisogna guardare avanti e non  indietro”.

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