William Blake ai giorni nostri

1 09 2009

Mi e’ venuto in mente di scrivere e condividere con voi una poesia di William Blake, il bimbo nero. Questa fa parte della raccolta “Canti dell’Innocenza e dell’Esperienza”.

Una poesia che ancora oggi colpisce e fa riflettere.

Il bimbo nero

Mamma mi fece nel selvaggio sud,
ed io son nero, pero’ bianca ho l’anima;
il bimbo inglese e’ bianco come un angelo,
mentr’io son nero, orfano di luce.

La mamma mi educava sotto un albero,
prima che il giorno riscaldasse troppo;
e prendendomi in grembo mi baciava,
additava l’oriente e poi diceva:

“guarda il sole che sorge: la sta Dio,
e largisce il suo lume e il suo calore;
da fiori e piante, ad animali e uomini
conforto all’alba, e gioia a mezzogiorno.


Siam messi qui per poco, onde imparare
a sostenere i raggi dell’amore;
e i nostri corpi neri e i volti adusti
non son che nube, e come bosco d’ombra.

Quando sapremo, sopportare il caldo
la nube svanira’, l’udremo dire:
‘Lasciate il bosco, voi, mio amore e cura,
gioite, agnelli, alla mia tenda d’oro’.”.

Questo diceva mamma, e mi baciava;
e questo dico adesso bimbo inglese.
Liberi entrambi dalle nostre nuvole,
gioiosi agnelli alla divina tenda,

lo guardero’ dal caldo perche possa
star sui ginocchi al padre nostro, in gioia;
e gli carezzero’ i capelli chiari,
e saro’ come lui, che mi amera’.

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