Allarme Co2: non c’e’ piu’ tempo da perdere!

3 09 2009

Riscaldamento globale, si, sempre lui, troppo ignorato, a volte anche censurato.800px-Power_plant_Voerde
Ne parliamo oggi, attraverso le esperienze e le parole di James Hansen, direttore del Goddard insitute fo space studies della NASA.
Hansen, 68 anni, trent’anni fa creo’ uno dei primi modelli climatici del mondo, il “modello zero”, capace di prevedere i cambiamenti climatici del globo da allora a oggi. Attraverso modello zero e gli studi di altri scienziati, Hansen, e’ arrivati alla conclusione che il rischio de riscaldamento globale e’ piu’ alto di quanto si possa immaginare, dato che la percentuale di anidride carbonica presente nell’atmosfera ha gia’ raggiunto e quasi superato i livelli di pericolo alto.
Prima di ogni previsione il pianeta potrebbe subire danni non reversibili.


Ma torniamo al nostro studioso. Fu nei primi anni settanta che James Hansen, che gia collaborava con l’agenzia spaziale americana, sposto’ i propri interessi sul pianeta Terra, iniziando a studiare la composizione dell’aria insieme ad altri chimici. Dai loro primi studi ne venne fuori che alcune sostanze prodotte dall’uomo (tra cui i clorofluorocarburi) potevano perforare lo strato d’ozono.
“Il pianeta stava cambiano sotto i nostri occhi” cosi’ racconta. E nel frattempo i gas si accumulavano sotto il sottile strato d’ozono”.
Cosi’ decise di convertire un programma informatico per le previsioni meteorologiche in uno strumento per fare proiezioni sulla situazione del pianeta in base ai livelli di gas presenti nell’atmosfera. Lo strumento funzionava, eccome: nell81 aveva previsto che il decennio successivo sarebbe stato molto caldo, e fu cosi’. E che gli anni novanta sarebbero stati ancora piu’ caldi: anche questa era giusta. Nel 90 azzecco’ che quell’anno sarebbe stato il piu’ caldo della storia e cosi’ via;
Lo strumento quindi forniva le prove del cambiamento climatico e dei sui rischi potenziali. Hansen, ingenuamente, si aspettava una reazione da parte dei governi: nel lontano 1985, anno in cui degli scienziati inglesi scoprirono un buco sopra l’Antartide, fu ratificato un trattato internazionale che prevedeva la graduale eliminazione dei clorofluorocarburi. Un piccolo passo. Piccolo. Negli anni successivi, soprattutto durante l’era Bush (George W.), Hansen e quelli che collaboravano con lui, subirono addirittura una sorta di censura: nel 2004 infatti la Nasa, su ordine della Casa Bianca, chiese che i contatti tra mondo esterno e gli scienziati che lavoravano sui progetti di Hansen fossero filtrati da uomini del governo. Vietarono ad Hansen di farsi intervistare. Lui come altri scienziati denunciarono i trattamenti e i torti subiti.
Ma non si e’ mai dato per vinto: dal 2007 ha cominciato a scrivere ai capi di stato e di governo di tutto il mondo, nel 2008 ha scritto ad Obama senza aver ottenuto granche’.
Purtroppo questo e’ frutto della politica che vogliono i grandi potenti per allontanare l’opinione pubblica dal problema del riscaldamento globale.
Eppure la situazione e’ grave: il rischio che i ghiacci perenni possano sciogliersi come neve al sole e’ reale. A detta di Hansen ci vorra’ tempo, non da un giorno all’altro, ma accadra’, e a quel punto il livello dei mari salira’ di 80 metri sconvolgendo la morfologia del pianeta.
La concentrazione di CO2 e’ arrivata a 385 particelle per milione, ha gia’ superato la soglia limite di 350.
Secondo Hansen l’unico modo per limitare la quantita’ di anidride carbonica presente nell’atmosfera è ridurre l’uso del carbone, lasciandolo dov’e’ o bruciandolo in centrali che catturano l’anidride carbonica. Attraverso politiche di dismissione di vecchie centrali a carbone, di quelle attualmente in funzione (entro vent’anni) e un graduale rimboschimento, si potrebbe diminuire il livello di CO2. Ma e’ necessario agire subito. Negli ultimi anni i ricercatori di tutto il mondo hanno osservato che la Terra sta cambiando piu’ velocemente di quando ci si aspettava: lo strato di ghiaccio dell’Antartide si sta gia’ riducendo, cosi’ come nella parte opposta del globo. Le zone aride a nord e sud dei tropici si stanno espandendo ad una velocita’ fuori dalle previsioni.
Si sta destabilizzando il clima globale piu’ di quanto pensi la gente e i governi di tutto il mondo.
E tutto sono concordi nel riconoscere nel carbone la piu’ grande minaccia.Allo stato attuale la meta’ dell’energia elettrica statunitense viene da centrali a carbone mentre in Cina e’, addirittura, quasi l’80 percento(ogni settimana entrano in funzione nuove centrali).
Tutti i provvedimenti presi fino ad ora da Washington (cap and trade) e dagli altri paesi, sono ridicoli, servono solamente per coprire le reali politiche dei governi di sfruttamento del carbone, visto come ultima spiaggia in previsione del futuro esaurimento del petrolio.
Per stabilizzale i livelli di CO2 e’ necessario che le emissioni globali annue vengano ridotte di tre quarti. Ovviamente nessuno e’ disposto a prendere provvedimenti importanti che cambino radicalmente le varie attivita’ dei paesi.
Concludiamo con le obiezioni di James Hansen: le leggi della geofisica non cambiano, mentre noi possiamo cambiare quelle della nostra societa’.

foto: Daniel Ullrich da wikipedia.org

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