Aggiornamenti da Ponte Galeria

4 09 2009

Aggiornamento 3 settembre. Lo sciopero della fame e della sete a Ponte Galeria si è già concluso. È stato una breve fiammata, solo un momento di un processo di accumulazione di forze e di determinazione che lavora sotterraneamente e che non è ancora giunto a maturazione. Del resto, questi scioperi brevissimi sono stati una caratteristica dell’ultimo anno di vita nei Centri, nei momenti di attesa tra una ondata e l’altra della lotta vera e propria. Ma se forza e determinazione crescono con fatica, quel che non difetta mai è la disperazione.


Oggi tre prigionieri si sono tagliati profondamente le braccia e le mani proprio di fronte alle telecamere di sorveglianza, riempiendo le gabbie di sangue. Una risposta chiarissima alle dichiarazioni che vi riportiamo qui di seguito, rilasciate dai media da alcuni politici entrati “in visita” il giorno prima: «Abbiamo avuto modo di colloquiare con numerosi cittadini stranieri, sia donne che uomini presenti nel Cie, e tutti indistintamente hanno confermato di ricevere un ottimo trattamento sia dalla Croce rossa italiana che dalle forze dell’ordine all’interno del centro. Abbiamo altresì riscontrato l’ottima qualità del cibo, l’efficacia dell’aria condizionata e le ottime condizioni igieniche e di assistenza sanitaria e sociale verso gli ospiti del centro con la presenza di una importante mediazione culturale e linguistica.» Un esercizio di fantasia niente male, talmente limpido da sfiorare quasi il ridicolo. Anche perché, a parte Maroni che continua a dire che non sta succedendo niente e che va tutto bene, addiruttura quelli del Siulp sono arrivati a dire apertamente che la Polizia non è affatto in grado di tenere sotto controllo la situazione e che adesso come adesso la macchina delle espulsioni fatica a camminare, anche per colpa delle nuove leggi.

Ad ogni buon conto, tenete a mente i nomi di chi ha firmato queste dichiarazioni risibili, e ricordatevi di loro la prossima volta che udirete grida di disperazione o di lotta levarsi da dentro le gabbie romane: si tratta di Fabrizio Santori, Fernando Aiuti e Romulo Salvador, tutti e tre delegati in visita per nome e per conto del sindaco Gianni Alemanno.

fonte : roma.indymedia.org

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