Africa: gli aiuti umanitari

14 09 2009

Il lato oscuro degli aiuti umanitari, progetti hi-tech per l’Africa, biogas e altri prodotti utili per i donatori ma non troppo per i destinatari.

Il progetto One laptop per child, strumento efficace ed indispensabile per l’apprendimento dei bambini che vivono nelle zone piu’ povere e remote della terra. Un progetto onest,umanitario, serio, solido e soprattutto educativo. Sara’ venduto, al prezzo di cento dollari al pezzo, direttamente ai governi (Ruanda e Libia hanno gia aderito) per la gioia di tutta la popolazione che necessita di questo apparecchio.


Per non parlare del biogas, prodotto da “rifiuti” naturali, carburante per le loro lampadine, per le loro cucine, utile per cucinare il loro cibo e seguire una dieta equilibrata.

In Kenya c’e’ stato l boom dei cellulari: a Nairobi e’ possibile comprarlo per soli 30 dollari. C’e’ un solo operatore che copre tutta la nazione ed intorno ad esso si e’ sviluppata un’industria di piccoli fornitori pronti a venire incontro alle esigenze dell’operatore stesso e dei suoi cellulari.

Sta trasformando la cultura e aprendo nuovi mercati. Nella citta’ c’e’ un giornale rivolto a tutti i ragazzi studenti: i pezzi sono inviati via cellulare, scritti in linguaggio da sms, abbreviati al minimo. Alcune persone hanno imparato a comunicare gratis con parenti e amici tramite un linguaggio di squilli.

Per non parlare del mitico sbarco(gratuito) del mais americano nelle scuole keniane. Progetto patrocinato da Bob Geldof nel 1984. Un gustosissimo porridge giallo, distribuito nelle mense scolastiche, al sapore di terriccio, trattato con sostanze chimiche.Dal delizioso sapore metallico. Ben presto finito nella spazzatura o sui pavimenti delle classi dopo “sanguinose” battaglie di mais.

E’ cosi’ che succede in Africa: le persone, ingenue e stanche della condizione, affidano sogni e speranze in un prodotto rivoluzionario. Il biogas, il laptop, il cellulare. Prodotti destinati a risolvere tutti i problemi … di chi li vende. Infatti spesso si rivelano un fallimento per i destinatari.

Il progetto one laptop (uno a caso) portera’ gloria a chi l’ha fondato. Il Fondo monetario internazionale sara’ felice. Presto vedremo risorgere paesi come Cambogia e Ruanda, vedremo bambini israeliani e palestinesti giocare insieme.

Nessuno si rende conto (probabilmente non vogliono) che la gente ha bisogno di altro, delle cose essenziali, delle cose familiari. Un giorno un signore si fermo in Tanzania e compro’ sigarette e carta igienica e li mise dentro ad un container. Arrivato in un villaggio del Kenya si mise a vendere quegli oggetti: nel giro di poche ore riusci’ ad esaurire tutte le scorte …

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