Allarme cibi scaduti e avariati nel 2008 boom di sequestri

16 09 2009

La fantasia dei banditi della tavola non ha limiti: olio di semi di soia pronto ad essere “corretto” e messo in vendita come extravergine d’oliva, mozzarelle prodotte da caseina o contaminate da diossina o ancora realizzate con grassi vegetali, latte alla melamina, formaggio avariato e putrefatto, con tracce di vermi, escrementi di topi e persino residui di plastica tritata, pronto per essere rimaneggiato e rinascere a nuova vita come fettine per i toast, formaggio grattugiato, formaggio fuso.


Anche quest’anno il tradizionale appuntamento con il sesto rapporto sulla Sicurezza alimentare, messo a punto da MDC, Movimento Difesa Cittadino, e Legambiente, rivela tutti i numeri delle sofisticazioni e contraffazioni con i dati delle operazioni cui le forze dell’ordine titolate ai controlli del settore hanno sottoposto aziende alimentari, magazzini, ristoranti, mense scolastiche e aziendali, supermercati, punti di sbarco e dogane.
Nel 2008, infatti, soltanto i Nas (Nucleo per la tutela della salute) dei Carabinieri hanno sequestrato oltre 34 milioni di chili di prodotti per un valore di oltre 160 milioni di euro. Ma se il dato globale dice poco, il dettaglio è raccapricciante: a dicembre i Nas sequestrano a Brescia circa 100 tonnellate di prosciutti di Parma Dop e altri salumi e insaccati invasi da larve e scaduti da anni, pronti per essere venduti nei mercatini rionali a 2,5 euro al chilo, a Cremona a luglio è la volta di formaggio avariato e putrefatto con un giro d’affari da decine di milioni di euro. A Bisceglie, provincia di Bari, la Capitaneria di porto sequestra in un deposito ittico sei tonnellate di pesce, congelato e scongelato più volte e con date di scadenza non attendibili. A ottobre i Carabinieri della Capitale trovano in un magazzino ottomila chili di alimenti etnici invasi da scarafaggi e destinati a ristoranti e negozi. Ancora più alte – 181 milioni di euro di infrazioni di cui 172 nel settore vitivinicolo – le cifre dei risultati delle ispezioni svolte dall’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti (ICQ).


Se infatti da un lato l’attività dei sofistificatori è incessante, dall’altra anche le ispezioni aumentano. Basti pensare agli oltre 28 mila interventi da parte dei Nas, che hanno riguardato soprattutto il settore della ristorazione (7969) e delle carni e allevamenti (6398), e che hanno portato a 49 arresti, 836 strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 5866 infrazioni penali.
Numeri importanti anche per le 37 mila ispezioni dell’ICQ, le oltre 157 mila nel settore ittico a cura delle Capitanerie di Porto, dalle imbarcazioni in mare (38479) ai banchi dei dettaglianti e della grande distribuzione, 53 mila gli interventi dell’Agenzia delle Dogane, con le 766 operazioni del Corpo Forestale e le 969 dei Carabinieri per le Politiche Agricole. Soltanto la Guardia Costiera ha sequestrato 330 mila chili di prodotti ittici, comminando sanzioni per oltre 5,5 milioni di euro. La principale frode riscontrata è il ritrovamento di prodotti in cattivo stato di conservazione e inadatti al consumo umano.
Da un lato, dunque, prodotti pericolosi, scaduti, conservati tra blatte ed escrementi. Ma non solo. Molte denunce riguardano infatti il cosiddetto mondo del falso alimentare. Finti pomodori San Marzano, prosciutto crudo con il marchio – finto – di un consorzio, olio extravergine etichettato irregolarmente, falso Amarone DOC pronto per l’esportazione negli States. Insomma, come sottolinea Francesco Ferrante di Legambiente, più le eccellenze alimentari italiane vengono richieste anche all’estero più aumentano i delinquenti che speculano su uno dei settori trainanti della nostra economia. “Ed è per questo – precisa – che serve non solo reprimere ma prevenire”. D’altro conto, ammette Antonio Longo, presidente MDC, in Italia esiste uno dei migliori sistemi di controllo in Europa, forse nel mondo, e i risultati si vedono.

Capitolo a parte per i prodotti alimentari importati dall’estero, che raggiungono ogni anno oltre 13 milioni di tonnellate per un valore di circa 8 miliardi di euro. L’Agenzia delle dogane ha svolto nel 2008 circa 53 mila ispezioni. Anche quest’anno la Cina ha il numero più alto di notifiche (513), seguita dalla Turchia, con 311. Ma il compito è tutt’altro che facile, “perché, spiega la dirigente Teresa Alvaro, servirebbe innanzi tutto un livello di controlli adeguato e simile in tutti i paesi europei. Ci siamo accorti, infatti, che con il progressivo intensificarsi dei nostri controlli, molte merci sono state dirottate verso altri stati. E, una volta entrati in Europa, è molto difficile riuscire a individuare prodotti dannosi e pericolosi per la salute. Non si possono controllare fisicamente tutti i prodotti che entrano nel nostro paese, ma possiamo intensificare la collaborazione con gli altri enti e aumentare l’efficienza dei controlli informatici”.

Come ogni anno, però, oltre alle denunce, la presentazione del rapporto sulla sicurezza a tavola è anche occasione per premiare alcune situazioni virtuose: quest’anno il premio è andato a tre mense scolastiche (Bolzano, Termoli e Roncade, provincia di Treviso) che si sono distinte per qualità, efficienza energetica e lavoro in collaborazione con le famiglie; al progetto dell’Associazione Italiana Celiachia per un’alimentazione senza glutine fuori casa; a Coop per la linea Club 4-10, prodotti bilanciati per i bambini studiati con la Società Italiana dell’Obesità e European Childhood Obesity group; a Sodexo per la campagna su una sana alimentazione nei ristoranti aziendali; alla direzione didattica di San Mauro Torinese per il progetto “Orto in condotta”, un orto in 4 scuole elementari e 2 dell’infanzia e infine a un ristorante segnalato da FIPE (Pantagruele di Torino) per la selezione delle materie prime, per l’attenzione ai problemi ambientali e al riciclaggio dei rifiuti ma, soprattutto, per il rapporto con il cliente.

fonte repubblica.it

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