Il fascismo che viene dallo Stadio: da Boccacci a Marione, da Castellino, cognato di Morsello a Fiore

22 09 2009

In seguito alle ultime iniziative fascistoidi, appoggiate alla chetichella dai vari Municipi, con una distribuzione nemmeno troppo oculata di poltrone, dagli spalti della Curva Sud a CasaPound se non in ruoli dirigenziali all’Ama o al Campidoglio, vediamo chi sono i sostenitori e fautori del nuovo leghismo romano da ultrà.


Questo già si diceva nel 2006, Castellino 32 anni, fondatore de ”Il popolo di Roma”, e ideatore di Gens Romana, fondatore del gruppo “Padroni di casa”, ultimo nato tra quelli in curva Sud.

http://roma.indymedia.org/node/8387

L’intramontabile Boccacci, il cognato di Morsello e altre storie romane

Prima di approdare alla Fiamma Tricolore, Maurizio Boccacci ha alle proprie spalle una lunga carriera politica nelle fila della destra radicale, anche essa, come quella di Puschiavo, costellata da svariate vicissitudini giudiziarie. Nonostante queste traversie, come si diceva inizialmente comunque superate sempre senza particolari intoppi, Boccacci conduce in modo continuativo e indisturbato la propria attività fino ai giorni nostri. All’interno del network di Base Autonoma l’organizzazione da lui capeggiata, il Movimento Politico occuperà una posizione di particolare rilevanza, determinando la linea politica nel network. Infatti, mentre il Veneto Fronte Skinheads e la milanese Azione Skinheads si presentavano come associazioni culturali (costituendo concretamente le strutture di riferimento del circuito nazi-rock della propria regione e dedicandosi perciò in gran parte all’organizzazione di concerti), il Movimento Politico si presentava come un’organizzazione politica a tutti gli effetti. Anzi, la formazione di Boccacci costituì il primo tentativo di coniugare intorno a una sigla un’organizzazione politica di orientamento nazional-rivoluzionario, il Movimento Politico Occidentale, con un progetto di tipo culturale, la “Divisione Artistica” del Fronte della Gioventù (la struttura giovanile del Movimento Sociale Italiano), nato alla fine degli anni ottanta con il proposito di creare aggregazione attraverso i codici della cultura “pop” ed in particolare la musica rock, e intorno al quale ruotava il circuito White Power Rock romano e nacque la storica band nazi-oi Intolleranza, la cui storia si intreccia inestricabilmente con la storia stessa di questa scena musicale a Roma. Tra gli interpreti del progetto politico troviamo anche Roberto Valachi, l’anima del primo nucleo di boneheads dei Colli Albani, confermando una volta di più l’intuizione di Boccacci che, cogliendo la trasformazione sociale in atto quegl’anni nel mondo della destra radicale, aggregava nel proprio gruppo politico coloro che all’interno di questa trasformazione erano portatori di un fenomeno culturale nuovo: i boneheads. Il Movimento Politico, che diventò ben presto la maggiore organizzazione giovanile della destra radicale romana, presentava un punto di forza fondamentale: la capacità di nuotare con disinvoltura nelle acque dello spontaneismo xenofobo e dei “codici della strada”. Alla luce di ciò è possibile cogliere, con preoccupazione, le possibili motivazioni che hanno determinato l’ingresso di Boccacci nella segreteria nazionale della Fiamma Tricolore in qualità di responsabile dell’organizzazione; questo ruolo è innanzitutto, come nel caso di Puschiavo, per nulla secondario, e in secondo luogo fortemente strategico nelle gerarchie di un partito, il che rivela una volta di più la “nuova linea” della formazione di Romagnoli e l’intenzione di questa di rivolgersi al movimento che Puschiavo e Boccacci in qualche modo rappresentano. Il dossier “Alla luce del sole”, pubblicato nella primavera del 2005 da Bergamo Antifa, permette di ricostruire l’esperienza politica di Maurizio Boccacci dopo la dissoluzione di Base Autonoma. Di seguito ne riportiamo un estratto.

«Dopo il 1993, non solo le organizzazioni che facevano parte del network continuano ad operare alla luce del sole, ma anche i suoi personaggi di spicco non abbandonano la scena. Così, mentre il Veneto Fronte Skinhead conserva non solo il nome ma anche il proprio tessuto organizzativo, sia Duilio Canu che Maurizio Boccacci saranno nuovamente al centro di una serie di fatti eclatanti. Per quanto riguarda Boccacci, l’ex leader di Movimento Politico si è reso protagonista di una serie di episodi di tutto rilievo: Il 16 aprile del 1994, come già anticipato, guida un centinaio di boneheads all’assalto del centro sociale “Break Out” a Primavalle e, nello stesso anno, il 20 di novembre, partecipa agli scontri tra ultras e Polizia in occasione della partita Brescia-Roma, quando viene accoltellato il vice questore Giovanni Selmin. Rispetto a quest’ultimo episodio è necessario sottolineare come lo stadio rappresenti per la destra radicale un bacino di utenza privilegiato e come i collegamenti di Boccacci, come di altri personaggi della destra radicale, con questo ambiente non siano episodici ma, come si spiegherà in seguito, ben strutturati. Il ritorno in scena vero e proprio ha luogo però nel 1995, quando Boccacci sarà impegnato nella campagna per la liberazione dell’ex capitano SS Erich Pribke; l’11 dicembre dello stesso anno viene infatti fermato, insieme ad alcuni ex militanti di Movimento Politico, durante l’affissione di manifesti che chiedono la libertà per il boia nazista responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, per il quale, in occasione del processo nel 1996, organizzerà anche una manifestazione di solidarietà fuori dal tribunale di Roma. Il processo Pribke costituisce uno straordinario catalizzatore di energie ed un’occasione di mobilitazione permanente per i gruppuscoli intolleranti della destra radicale romana, rivelando il sostanziale fallimento della “operazione Runa”. Tra il 1996 e il 1997 a Roma, oltre a svariate aggressioni nei confronti di migranti, ha luogo uno stillicidio d’attentati e provocazioni. Ad “aprire le danze” è ancora l’organizzazione di Boccacci: il 16 gennaio 1996 viene collocata una lapide commemorativa in via Rasella (teatro di una azione partigiana nel corso della quale vennero uccisi 33 volontari altoatesini delle SS e alla quale seguì la violentissima rappresaglia nazista delle Fosse Ardeatine, in cui furono uccise 335 persone) accompagnata da una corona ai caduti fascisti e dalla successiva telefonata di rivendicazione: «Movimento Politico. Abbiamo messo una lapide in via Rasella». Carla Capponi, bersaglio delle provocazioni, minimizza: «Sono dei mentecatti, ci mancherebbe. Ma scrivetelo che sono stati ospiti di una sezione di Alleanza Nazionale, scrivetelo». Alcuni mesi dopo tre individui si presentano a casa dell’ex deputata del Partito Comunista Italiano; al giardiniere, che li avverte che la signora non c’è, mostrano minacciosamente una pistola e allontanandosi velocemente avvertono: «Tanto prima o poi la dobbiamo ammazzare». A quest’episodio ne seguono altri:

_Nel gennaio 1996 viene saccheggiata e devastata la sede dell’Associazione dei familiari dei martiri caduti per la libertà della patria.
_A febbraio una bomba carta esplode all’ingresso della sede dell’Associazione partigiani e un ordigno disinnescato, accompagnato da volantini alla memoria delle SS tirolesi uccise dai partigiani, viene rinvenuto davanti agli uffici della Polizia giudiziaria di via Rasella.
_Nelle settimane seguenti si susseguono attentati contro alcune sedi periferiche di partiti della sinistra (in quei mesi vengono colpite la sede di Torpignatara del Partito dei Democratici di Sinistra e ben 5 sedi di Rifondazione Comunista) e contro quella del comitato di quartiere dell’ Alberone.
_Il 29 dicembre vengono profanate 13 tombe nel cimitero ebraico di Prima Porta.
_Il 7 gennaio, per l’anniversario del massacro dell’Acca Larentia, in un migliaio sfilano in corteo in provincia di Roma; la manifestazione è indetta dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore e dall’associazione “Acca Larentia”. Quando un gruppo di un centinaio di manifestanti incappucciati si stacca dal corteo, muovendo verso la sede del Partito dei Democratici di Sinistra, si scatenano pesanti scontri con la Polizia, nei quali 4 poliziotti rimangono feriti e alcune camionette vengono date alle fiamme.
_Nel 1997, alla vigilia della visita dell’allora capo dello stato Eugenio Scalfaro, in occasione della ricorrenza della festa della Liberazione, vengono imbrattate le lapidi alla memoria dei martiri delle Fosse Ardeatine, già divelte la notte tra l’8 ed il 9 aprile del 1996.

Nel 1999 avranno quindi luogo nella capitale due attentati rivendicati da un sedicente “Movimento Antisionista” ricollegabili alla mobilitazione antisemita innescata dalla campagna per la liberazione di Pribke. Dei due attentati sarà incolpato l’ultras giallorosso di 23 anni Giuliano Castellino, legato al partito intollerante Forza Nuova, cognato di Morsello (come vedremo ideatore insieme a Fiore dello stesso partito) ed il cui nome ritornerà in seguito insieme a quello di Boccacci alla guida della nuova Base Autonoma. L’11 novembre una bomba esplode al museo della Liberazione di via Tasso e 5 giorni dopo un ordigno viene collocato al cinema Nuovo Olimpia, dove è in programma la proiezione del film documentario sul processo al criminale nazista Adolf Heichmann. Per questo secondo attentato la Digos di Roma, che indirizzò le indagini verso l’ambiente degli ultras capitolini, denuncerà come responsabile proprio Castellino, inchiodato dalle riprese di una telecamera e da una perizia vocale da cui risultò che la sua voce era la stessa del telefonista che aveva rivendicato l’attentato. I legami di questo personaggio con Forza Nuova rimarranno nell’ombra. […]»

Nel 2002 il nome di Base Autonoma fa la sua ricomparsa a Roma. Alla guida della nuova organizzazione troviamo l’intramontabile Boccacci e proprio Giuliano Castellino. Anche in questo caso un estratto del dossier “Alla luce del sole” riassume l’attività di questa organizzazione.

«Il 28 ottobre 2002, in occasione dell’ottantesimo anniversario della marcia su Roma, il nome di Base Autonoma fa la prima vera riapparizione pubblica convocando una provocatoria sfilata a piazza Vittorio, nel cuore multietnico del quartiere Esquilino, per “liberare gli italiani prigionieri in territorio straniero” e per “riprendere le strade”. Una trentina di militanti di Base Autonoma il 14 dicembre dello stesso anno manifestano sotto il carcere di Regina Coeli ed un numero ancora più esiguo di loro assalta tempo dopo un Mc Donald’s per protestare contro la globalizzazione americana. Base Autonoma ha anche aderito al corteo di tutta la destra radicale romana, nell’anniversario della strage dell’Acca Larentia e, più di recente, i suoi militanti hanno tenuto una iniziativa a Genzano, con tanto di bastoni e disposizione militare, accompagnati peraltro da un consigliere comunale di Alleanza Nazionale. Il nome di Base Autonoma questa volta non rimanda ad un network nazionale, bensì ad un’organizzazione le cui dimensioni sono circoscritte alla provincia di Roma. A capo del gruppo intollerante, il cui insuccesso è dimostrato dai numeri esigui richiamati dalle iniziative fino ad ora messe in campo, troviamo comunque dei nomi non nuovi o, per meglio dire, sempre i soliti nomi: Maurizio Boccacci e, come accennato, Giuliano Castellino, quest’ultimo in più di una occasione pubblica presentatosi come responsabile politico della nuova Base Autonoma».

Prima di intraprendere questo nuovo progetto, Boccacci è stato per diversi anni un dirigente del partito intollerante Forza Nuova, per il quale si è anche candidato sindaco il 13 giugno 1999 a Frascati e al quale la nuova Base Autonoma sembrava inizialmente (anche se non ufficialmente) collegata. Il capo e fondatore di Forza Nuova è l’ex leader di Terza Posizione Roberto Fiore, rifugiato in Inghilterra sotto la protezione del Governo britannico per sfuggire al mandato di cattura spiccato nei suoi confronti per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Fiore, durante la sua latitanza protetta, non è rimasto con le mani in mano, dando vita insieme al socio Massimo Morsello (anche egli latitante in Inghilterra poiché coinvolto nella strage alla stazione di Bologna e fondatore di Forza Nuova insieme a Fiore) alla holding “Meeting Point”, il cui patrimonio ammonterebbe a una cifra superiore ai quindici milioni di euro e che è presente in Italia con la catena di agenzie di viaggio-studio “Easy London”, con la quale Forza Nuova finanzia la propria attività. Anche Castellino, per altro legato da vincolo parentale a Massimo Morsello (scomparso nel marzo del 2001), è transitato da Forza Nuova nella nuova Base Autonoma ed è attualmente il responsabile della federazione romana della Fiamma Tricolore, oltre a figurare tra i nomi di coloro che hanno partecipato alla realizzazione del programma politico per le elezioni del 2006 del partito di Romagnoli. Base Autonoma, che aveva sede nella sezione dell’Acca Larentia del Movimento Sociale, è transitata interamente all’interno della Fiamma Tricolore insieme ai suoi capi, modificando il proprio nome in “Giovine Italia” e presentandosi come la componente giovane, socialista e nazionale del partito di Romagnoli. Giovine Italia aderisce anche al coordinamento per il mutuo sociale dell’area non conforme, che raccoglie le occupazioni di case della destra radicale. Possiamo fare per l’organizzazione di Boccacci e Castellino un discorso analogo a quello già affrontato rispetto al Veneto Fronte Skinheads di Puschiavo, potendo affermare che la Giovine Italia all’interno della Fiamma Tricolore di Roma influenza decisamente la linea del partito, innanzitutto per i ruoli rivestiti da suoi capi. E’ un segnale evidente di questa influenza la stessa manifestazione nazionale organizzata il 29 ottobre del 2005 a Roma (di cui è possibile scaricare un video sul sito di new global vision), dal titolo evocativo “Marcia su Roma”, con evidente riferimento alla marcia sulla capitale delle camice nere, con cui, il 28 ottobre del 1922, il Partito Nazionale Fascista affermò la presa del potere e l’inizio della dittatura ventennale di Benito Mussolini. Dal 22 ottobre 2002 l’iniziativa per ricordare la marcia su Roma era stata tenuta da Base Autonoma, da quando Forza Nuova aveva rinunciato all’appuntamento lasciando spazio all’organizzazione di Boccacci e Castellino. La Fiamma Tricolore inglobando Base Autonoma fa proprio anche questo appuntamento annuale, affermando la “nuova linea” del partito e presentandosi come la prima organizzazione della destra radicale romana. L’operazione non è però circoscritta solo alla capitale e si prefigura tutt’altro che indolore; il partito di Romagnoli svecchiandosi raccoglie i consensi di coloro che non avevano accettato di buon grado la svolta elettoralistica di Forza Nuova, e in questo modo raccoglie la base militante a discapito della lista di Alessandra Mussolini. L’avvicendamento tra il partito di Fiore e la Fiamma Tricolore è evidente. Forza Nuova, alla sua nascita, aveva di fatto raccolto l’esperienza movimentista del network di Base Autonoma, circostanza provata anche dal fatto che numerosi personaggi di spicco del network erano convogliati proprio nel partito di Fiore, esattamente come Boccacci. La trasformazione della Fiamma Tricolore segna un nuovo passaggio del testimone e il nuovo assetto della formazione di Romagnoli assume sempre di più le sembianze di un inedito “partito dei boneheads”. La pericolosità di personaggi politici come Maurizio Boccacci e Giuliano Castellino è riposta nella loro capacità di parlare alla strada e, anche se non sempre con efficacia, di coinvolgere lo spontaneismo razzista e nazistoide che da essa proviene. La forte presenza di cui gode Base Autonoma all’interno delle tifoserie ultras sia della Roma che della Lazio offre un’eloquente conferma di ciò ed è ancora il dossier di Bergamo Antifa ha fornirne uno spaccato fedele.

«Il fatto che Castellino provenga dall’ambiente ultras, così come il coinvolgimento di Boccacci negli scontri del 20 novembre 1994, sono circostanze tutt’altro che casuali ed il nome di Base Autonoma nelle tifoserie delle due squadre capitoline non è per nulla sconosciuto. Gli stessi disordini avvenuti durante la partita Brescia-Roma nel 1994, videro la partecipazione di tifosi appartenenti sia al gruppo romanista “Opposta Fazione” che a quello laziale degli “Irriducibili” (entrambi di non celata fede politica di destra), fattore che fa pensare ad una matrice politica dell’accaduto e al contempo mette in luce la convergenza di alcuni gruppi delle due diverse tifoserie intorno a questioni che di sportivo hanno gran poco. Dello stesso avviso sarà la p.m. di Brescia Paola De Martiis che, al processo per i fatti di Brescia, contesterà ai 27 imputati (tra cui Boccacci), oltre a lesioni gravissime, porto e detenzione d’arma, resistenza aggravata e attentato alla pubblica sicurezza, proprio il reato d’apologia di fascismo. A conferma di quanto sostenuto, oltre a Boccacci, al quale sarà comminata una pena di 4 anni e 2 mesi, tra gli imputati figureranno vari nomi di militanti della destra radicale capitolina. Legami e contatti tra gruppi ultras ed organizzazioni della destra romana sono comunque ravvisabili da sempre nella curva nord laziale e già dai primi anni ’90 anche nella curva sud romanista. La cacciata dalla curva giallorossa del gruppo storico “Commando Ultrà”, avvenuta a metà anni ’90, viene considerato infatti lo spartiacque della colorazione politica della curva sud, dalla quale comunque già da qualche anno si assisteva ad un allontanamento dei militanti della sinistra antagonista che, forse poco inclini ad un certo modo di intendere il tifo e al giro d’affari che intorno ad esso cominciava a crescere, lasciarono agibilità ai militanti della destra radicale. In particolare, per quanto riguarda la curva nord laziale, sono noti i legami tra il gruppo degli Irriducibili e Forza Nuova; nel 1996 Fiore, leader dell’allora neo nata formazione intollerante, affida a Maurizio “Catena”, al tempo dei fatti leader degli Irriducibili, la gestione romana di Easy London, l’agenzia turistica con filiali in tutta Italia che assicura sostegno economico alle attività di Forza Nuova. L’egemonia degli Irriducibili sembra oggi messa in discussione da un gruppo di più recente formazione e con una forte connotazione politica a destra, “Banda Noantri”, all’interno della quale la nuova Base Autonoma conta per altro diversi militanti. Anche nella curva giallorossa troviamo un gruppo legato alla formazione intollerante capitolina, forse il più politicizzato della curva sud, che si rifà esplicitamente alla lezione evoliana importata alla stadio: “Tradizione-Distinzione”. Una riprova dei legami di questo gruppo con l’organizzazione di Boccacci e Castellino sarebbe fornita da un episodio avvenuto in occasione del derby del 27 ottobre 2002 allo stadio Olimpico, quando nel settore di Tradizione-Distinzione apparve uno striscione che recitava “28.X.02 Marciare per non marcire”, con evidente riferimento all’ iniziativa del giorno seguente, con cui il nome di Base Autonoma avrebbe fatto la propria ricomparsa ufficiale. A questo proposito sul sito della Polizia di Stato si può leggere: «L’infiltrazione di Base Autonoma all’interno della due curve ha contribuito a superare la storica rivalità tra le due tifoserie, i cui aderenti, oramai uniti dal medesimo orientamento politico, sono soliti partecipare anche ad iniziative di piazza […]».

http://italy.indymedia.org/news/2006/01/967201.php

fonte roma.indymedia.org

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: