De Magistris: “In autunno faremo cadere il governo”

23 09 2009

“C’è un consolidamento dell’opposizione e ci saranno mobilitazioni sociali su temi fondamentali quali il lavoro e l’attacco finale alla Costituzione che porterà avanti questo governo sull’informazione, sulla Magistratura e sugli organi di garanzia”

Il governo può cadere in autunno. Ne è convinto Luigi De Magistris, ex pm di Catanzaro e ora eurodeputato dell’Italia dei Valori, intervistato da Affaritaliani.it. “L’esecutivo va contrastato sul piano politico, nel senso che va costruito un modello culturale e politico completamente alternativo al berlusconismo. Cosa sulla quale stiamo ovviamente lavorando. Non vedo le condizioni per farlo cadere immediatamente, salvo che si rimetta in moto qualcosa in autunno e io prevedo forti mobilitazioni nel Paese”.

Ovvero?
“C’è un consolidamento dell’opposizione e ci saranno mobilitazioni sociali su temi fondamentali quali il lavoro e l’attacco finale alla Costituzione che porterà avanti questo governo sull’informazione, sulla Magistratura e sugli organi di garanzia. Quindi, se nel Paese si riuscirà a costruire una grande mobilitazione con un consolidamento dell’opposizione e considerando anche la pessima immagine che Berlusconi ha all’estero, credo che si possano creare le condizioni politiche per una caduta del governo”.

E l’inchiesta di Bari?
“Non ho la palla di vetro. Registro che da quello che è uscito fuori sulle vicende legate alla vita apparentemente privata del premier ci sono dei profili che, secondo me, sicuramente possono interessare la Magistratura. Poi prendo anche atto, una cosa che pochi hanno evidenziato, che Berlusconi ha messo un po’ le mani avanti, ha fatto una guerra preventiva ai giudici che stanno indagando sui fatti di mafia, dicendo in qualche modo che cospiravano contro di lui. Mentre il nome del premier non mi risulta sia mai stato fatto da alcun giornale o da alcun magistrato, anche questa è una cosa che mi ha incuriosito… può essere che Berlusconi su quelle vicende di mafia ne sa qualcosa in più”.

Che cosa prevede sul Lodo Alfano?
“Ovviamente la Corte Costituzionale deve decidere in piena autonomia e indipendenza. Se dovessi fare una previsione secondo i miei parametri giuridici, dovrebbe essere dichiarata l’illegittimità di quella norma. Non credo che Berlusconi si dimetta qualora dovesse essere dichiarata l’illegittimità del Lodo Alfano, fermo restando che la sua immagine sarà ancora più deteriorata, perché si dovrà andare a fare il processo dove è stato condannato il corruttore e tutti possono immaginare che la posizione del corrotto non sia messa meglio. Anche se pure qui dobbiamo registrare le dichiarazioni incredibili dal punto di vista istituzionale, fatte mi pare da Gasparri che disse ‘anche se dovesse essere dichiarata l’illegittimità costituzionale si farà un cavillo giuridico per non far processare il premier’. Perciò bisognerà vedere quale altra abnormità si inventeranno”.

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