Emergenza inquinamento: gli ecomigranti

24 09 2009

Nasce una nuova emergenza causata dall’inquinamento globale: l’ecoemigrazione.
Secondo gli scienziati nei prossimi decenni si verifichera’ l’aumento dell’emigrazione legata ai cambiamenti climatici; sara’ un fenomeno globale che, entro il 2050, dovrebbe coinvolgere circa duecento milioni di persone .


Almeno stando alle previsioni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Secondo altri, infatti, potrebbero essere addirittura settecento milioni gli ecomigranti.
Purtroppo molte persone saranno costrette a trasferirsi oltreconfine a causa dell’inaridimento delle proprie terre o perche queste sono state sommerse dalle acque. Oltre al fenomeno dell’emigrazione potrebbe anche verificarsi un’inasprimento di conflitti causati dalla futura mancanza di acqua e cibo.
Lo studio In search of shelter dell’Universita’ delle Nazioni Unite, dell’organizzazione Care e della Columbia university di New york, individua i punti caldi dell’ecomigrazione: le regioni aride dell’Africa, le reti fluviali dellAsia, le coste e l’entroterra messicano e caraibico, le isole basse degli oceani Indiano e Pacifico.

L’aumento degli oceani causerebbe il traferimento di ben 24 milioni di persone lungo Gange, Brahmaputra, Irrawaddy, Saluen, Mekong, Chang Jiang e Huang He (che danno da viviere a un quarto dell’umanita’); lo scioglimento dei ghiacci himalayani causerebbe inondazioni ed erosioni a monte facendo schizzare alle stelle i prezzi di riso e beni primari. Inoltre, come accennato prima, molto conflitti regionali potrebbero inasprirsi, soprattutto in Africa. Secondo alcuni esperti, gia ora, i cambiamenti climatici stanno alimentando il conflitto del Darfour mentre la siccita’ ha favorito l’occupazione del sud della Somalia da parte dei jihadisti.

Allo stato attuale sembra difficile che l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati potra’ occuparsi anche degli ecomigranti dato che negli ultimi tempi ha allargato di molto il suo ambito di responsabilita’ ai profughi interni e a quelli costretti ad espatriare (in totale circa 40 milioni); la tutela di 200 milioni di persone sarebbe insostenibile. Oltretutto ci si chiede con quale status accogliere e riconoscere gli ecomigranti, dato che la definizione di rifugiati (persone in fuga da guerre e regimi autoritari) non li include.

Nel frattempo e’ possibile mettere la classica pezza per esempio migliorando il sistema di colture in Africa e abolendo i dazi doganali.

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