La Procura di Perugia scagiona i pm di Salerno: accuse infondate e fasulle.

29 09 2009

Il Gip di Perugia Massimo Ricciarelli afferma che la Procura di Salerno agì ” per realizzare un fine di giustizia” e fece soltanto il propio “dovere d’ufficio”.
Ha quindi archiviato ufficialmente i provvedimenti aperti da Catanzaro contro De Magistris e i tre magistrati con un provvedimento datato 9 Settembre 2009.

Why not“: inchiesta, tenuta a Catanzaro dal pm De Magistris nel 2006 – 2007, sulle malversazioni di soldi pubblici da parte di politici, magistrati e imprenditori.

Poseidone“: indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di denaro pubblico legato agli aiuti comunitari, il pm De Magistris scopre un comitato d’affari che si spartisce miliardi europei per depuratori mai fatti.

Toghe lucane“: secondo il giudice De Magistris un “comitato d’affari” comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata.

de magLe inchieste su citate gli vengono tolte dalle mani dai suoi superiori (compromessi nelle indagini), e non solo, il Csm di Napoli gli nega la facoltà di esercitare come magistrato per il resto della sua vita.
De Magistris li denuncia e viene a sua volta denunciato. Le denunce a suo carico verranno archiviate dalla procura di Salerno poichè risulteranno infondate. Le denunce fatte da De Magistris risultano fondate.

La procura di Salerno attende invano per sette mesi che i colleghi di Catanzaro gli consegnino le carte dell’inchiesta “Why Not”, dopodichè il 5 Dicembre 2008 vanno a sequestrarle.
Giornali, tv e partiti cominciano ora a parlare di “guerra tra Procure”.
Il ministro Alfano chiede la cacciata dei pm di Salerno, detto fatto, nel giro di un mese il Csm e la Cassazione destituiranno il procuratore Apicella (gli toglieranno anche lo stipendio),e trasferiranno i sostituti Nuzzi e Verasani infischiandosene completamente del Riesame di Salerno che aveva confermato la correttezza dei pm campani. Verranno inoltre cacciati il capitano Zacheo e Genchi, collaboratori di De Magistris.
Nel frattempo il procedimento passa a Roma per poi arrivare a Perugia.


Il Gip di Perugia Massimo Ricciarelli afferma che la Procura di Salerno agì ” per realizzare un fine di giustizia” e fece soltanto il propio “dovere d’ufficio”. Ha quindi archiviato ufficialmente i provvedimenti aperti da Catanzaro contro De Magistris e i tre magistrati con un provvedimento datato 9 Settembre 2009. Nessuno ne ha parlato in tv o ha scritto a riguardo, tranne Marco Travaglio sul “Fatto Quotidiano” di oggi.

Le accuse mosse contro i magistrati: l’abuso d’ufficio riguardava la presunta illegittimità del sequestro del fascicolo “Why Not” a Catanzaro, l’interruzione di pubblico servizio
faceva riferimento alla paralisi dello stesso.
 Il Gip di Perugia:”appaiono significative le ordinanze del Riesame” perchè “spiegano le ragioni della pertinenza del materiale sequestrato”. Il procuratore Apicella e i due sostituti Nuzzi e Varesani” avevano chiesto gli atti alla Procura generale di Catanzaro”, ma qui i magistrati compromessi nelle indagini “avevano manifestato perplessità di vario genere all’invio degli atti richiesti. In tale quadro i magistrati di Salerno si erano convinti che le difficoltà frapposte non fossero giustificate, mentre la base indiziaria, suffragata dalle accuse del De Magistris, meritava di essere approfondita, emergendo fral’altro che il dott. Pierpaolo Bruni, uno dei magistrati a cui era stato assegnato il caso “Why Not”, stava manifestando contrarietà alle scelte dei colleghi, volte a smembrare e disarticolare l’indagine… E’ un fatto che, a distanza di mesi dalla prima richiesta degli atti, quest’ultima non era stata almeno per buona parte soddisfatta”. Eppure era fondata ” su basi normative plausibili. Sembra possibile affermare che i magistrati salernitani abbiano agito per non arrecare intenzionalmente un danno ingiusto, ma per realizzare un fine di giustizia”. Al contrario di come aveva voluto leggere la situazione il Csm: ” non sembra possibile sostenere che tutto fosse stato fatto allo scopo di favorire De Magistris”. Tanto è vero che ” lo strumento del sequestro era ritenuto il solo disponibile per ottenere quanto richiesto e già da mesi reputato necessario, tanto più in quel peculiare e per certi versi lacerante contesto, connotato dalla duplice veste di indagati e indaganti  a quel punto rivestita da taluni magistrati di Catanzaro”.
Per quanto riguarda l’ipasse di “Why Not” (denunciata anche dal presidente Napolitano): “Era prevista la sollecita estrazione di copie, funzionale alla restituzione del compendio sequestrato”. Fa capire il Gip, “deve ritenersi mancante l’intenzionale volontà di arrecare un danno ingiusto, che costituisce requisito indispensabile per la configurabilità” del presunto reato.

Conclusione: il Csm e la Cassazione hanno interrotto le carriere di quattro magistrati di tutto rispetto, che avrebbero potuto fare un pò di pulizia nei meandri loschi della magistratura e della politica, sulla base del nulla!
f.v.

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