Abu Omar, chiesti 13 anni per Pollari e condanne per 26 agenti della Cia

1 10 2009

MILANO – Tredici anni di reclusione per l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, definito “il regista di un sistema criminale”: questa la condanna chiesta dal pubblico ministero Armando Spataro, al termine della sua lunga requisitoria del processo per il sequestro di Abu Omar. Il magistrato ha invocato la condanna anche per i 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento, con pene comprese tra i 10 anni e i 13 anni di reclusione. Per l’ex capo del controspionaggio militare italiano, Marco Mancini, l’accusa ha chiesto 10 anni di detenzione. Richiesta di proscioglimento, invece, per tre funzionari minori del Sismi, Raffaele Di Troia, Luciano Di Gregorio e Giuseppe Ciorra.


Secondo la ricostruzione del sequestro fatta in aula da Spataro, il Sismi diretto da Pollari non solo offrì copertura alla Cia nel rapimento dell’ex imam, avvenuto a Milano, ma collaborò. Probabilmente senza dire nulla al governo. “Forse le autorità governative – ha affermato il pm milanese – non sono state avvertite di un accordo preso da Pollari. O almeno non c’è prova che lo abbia fatto”. E questo dimostrerebbe, a suo giudizio, il “silenzio imbarazzato” con il quale i governi Prodi e Berlusconi hanno affrontato la vicenda: non hanno mai detto una parola in sede di Commissione europea, e nemmeno si sono presentati alle audizioni.

Nel corso dell’udienza Spataro ha ricostruito le indagini svolte, ha letto i passaggi principali delle dichiarazioni rese dagli indagati nel corso dell’inchiesta, ha letto ampi stralci delle intercettazioni telefoniche. Puntando il dito, in particolare, contro quella che più volte ha definito “la banda Pollari-Mancini”, contro cui ci sono “prove ineluttabili”. E Pollari, in particolare, viene indicato come “il principale responsabile di quello che è avvenuto, colui il quale ha detto sì illegalmente a Jeff Castelli (ex capo centro della Cia in Italia, ndr)”.

In una pausa dell’udienza di oggi uno dei legali dell’ex direttore del Sismi, l’avvocato Nicola Madia, ha detto di “provare stupore per il fatto che quelle che erano le indicazioni della Consulta in tema di segreto di Stato non siano state rispettate alla lettera dal pubblico ministero”.

fonte repubblica.it

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One response

7 11 2009
fab

bisogna rivedere il funzionamento del segreto di Stato che troppo spesso serve a proteggere le deviazioni della nostra intelligence piuttosto che operare nell’interesse della sicurezza.

Verità e misteri della vicenda Abu Omar. Il nodo irrisolto del segreto di Stato

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