Afghanistan, raid Nato nel sud I caccia fanno strage di civili

1 10 2009

KABUL – Un raid della Nato fa strage di civili nel sud dell’Afghanistan. Il bombardamento della casa in cui si erano asserragliati dei rivoltosi ha provocato la morte, oltre che dei quattro taliban armati, anche di sei bambini e tre donne. Un mese dopo il sanguinoso bombarbamento di due autocisterne da parte di forze aeree Isaf sotto comando tedesco, che provocò 90 vittime tra i civili, un altro raid delle forze Nato semina lutti tra la popolazione afgana nella regione dell’Helmand.


“Abbiamo deciso di intervenire – ha spiegato l’Isaf – dopo che i guerriglieri hanno attaccato un convoglio di forze Nato e afgane in un villaggio del distretto di Nad Ali, e si sono poi asserragliati in una casa. Tre civili feriti, tutti uomini – spiega ancora il comando Isaf – sono stati ricoverati in un ospedale della Nato”.

Nad Ali è un’area dove è forte la presenza degli insorti ma il bombardamento di oggi ha ravvivato le polemiche e spinto il consiglio degli anziani del villaggio di Khushal a denunciare “un cinico bombardamento della popolazione civile”.

In Logar, un portavoce del governo locale ha riferito che, in un’operazione contro i taliban, le forze militari Usa avrebbero ucciso un negoziante ed arrestato tre persone “innocenti”. Non sembrano siano valse le istruzioni impartite dal comandante della forza multinazionale in Afghanistan Stanley McChrystal, che alle sue truppe ha chiesto “un’accresciuta protezione della popolazione civile”. Soprattutto dopo l’eccidio provocato dal bombardamento di due autocisterne cariche di benzina sequestrate dai taliban il 4 settembre scorso a Kunduz. “Chiedo scusa alla popolazione civile”, aveva detto il generale McChrystal. “Come comandante dell’Isaf, nulla mi è più caro che la sicurezza e la protezione del popolo afgano”, aveva detto il generale.

“La situazione in Afghanistan è grave”, ha ripetuto l’ufficiale in un discorso tenuto oggi all’Istituto per gli
Studi Strategici di Londra. “I rivoltosi hanno guadagnato terreno”, ammette McChrystal. “In alcune zone del paese, la coalizione non ha ottenuto i risultati che si aspettava. Non possiamo dire con certezza se il nostro sforzo di aiutare il popolo e il governo afgano avrà successo”. Dopo otto anni di conflitto armato in Afghanistan, il generale americano non nasconde che “se vogliamo vincere la guerra dobbiamo ridefinire il modo in cui combattiamo. Il tempo a disposizione per vincere la mente e il cuore degli afgani potrebbe scadere”.

fonte repubblica.it

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