L’orgoglio di Teheran

6 10 2009

Con la nascita di un secondo impianto nucleare preso Qom, l’Iran continua nello sviluppo del suo programma nucleare. Questo non fa che mantenere lo stato di tensione con gli Stati Uniti e l’occidente in generale. Tuttavia va detto che le capacita’ di Teheran di produrre materiale per la fissione a scopi militari non e’ cambiata. Quello che deve cambiare è l’atteggiamento nell’affrontare la questione nucleare iraniana.


Infatti, la sfida lanciata dall’Iran all’occidente, piu’ che su un reale programma di armamenti nucleari, sembra una sorta di segnale d’indipendenza. Nel mondo occidentale c’e’ chi sembra favorevole alle sanzioni da infliggere a Teheran (Francia soprattutto) ma, se cio’ ancora non e’ avvenuto, e’ perche ci sono paesi che hanno rapporti commerciali stretti con L’iran (Russia, Cina e Germania).
Eppure quella delle sanzioni, non sembra essere la migliore strada da percorrere. Secondo Ray Takeyh, che si e’ occupato a lungo dell’Iran al dipartimento di stato, le sanzioni servono solo ad illudere tutti che si e’ fatto qualcosa. Ci sono ben quattro motivi per i quali le sanzioni non avrebbero senso:
Primo perche Teheran e’ abituata alle sanzioni, ci ha convissuto per anni. Secondo perche Russia e Cina non si spingeranno mai oltre un’adesione formale a queste. Terzo perche non si abbatte un simbolo sacro, la potenza nucleare, con il taglio delle vendite di benzina e quarto perche’ le sanzioni aumenterebbero il sentimento di persecuzione che permette al regime di Ahmadinejad di sopravvivere.
E’ importante, invece, capire che significato ha per l’Iran essere una potenza nucleare. Consentire a Teheran di proseguire nel suo programma di arricchimento controllato dell’uranio, nel nome del diritto all’energia nucleare pacifica, di cui Obama ha parlato, puo’ essere una strategia per costruire un accordo in grado di fermare la corsa agli armamenti nucleari. Secondo william Burns, sottosegretario statunitense incaricato dei colloqui con Teheran, e’ necessario allargare il dialogo anche ad altre questioni.

Avviare un negoziato che copra i seguenti temi: Afghanista e Iraq ( sui quali Iran e Usa spesso convergono, Hezbollah e Hamas (qui divergono), i diritti umani, la diplomazia, la sicurezza regionale, la lotta alla droga, la lotta ad Al Qaeda e la questione dei visti.

Se si parla solo di nucleare si fallira’. L’Iran si sente sottomesso ed umiliato dagli Usa. Il programma nucleare e’ un modo per riacquistare quell’orgoglio ferito.
Dimenticare la logica di Versailles e pensare all’esempio dell’Unione Europea. Francia e Germania si sono combattute per settant’anni prima di risolvere i loro dissidi attraverso la nascita dell’UE.

dal New York Times, USA

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