L’inesorabile declino del dollaro

13 10 2009

Da un’inchiesta condotta da Robert Frisk per l’Indipendent risulta che si stia formando una coalizione per mettere fine all’egemonia del dollaro nelle compravendite di petrolio. Tale coalizione comprenderebbe i paesi arabi del Golfo Persico, Cina, Russia, Francia e Giappone.


Stando alle voci, il dollaro verrebbe sostituito da un paniere di valute tra cui lo yen, lo yuan, l’euro, l’oro e una nuova valuta unificata ideata per i paesi del Consiglio di cooperazione del golfo ( tra cui Kuwait, Abu Dhabi, Arabia Saudita, Qatar).

I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei paesi coinvolti nel progetto, si sono riuniti segretamente per studiare i piani di “evasione” dal dollaro. Tali piani, stando a dichiarazioni di esperti del settore, oltre ad aver provocato l’impennata del prezzo dell’oro, porterebbero ad un clamoroso esodo dai mercati del dollaro nei prossimi nove anni. Questo provocherebbe una sorta di intrigo internazionale congli Usa impegnati a dipanare questa matassa, in cui sono coinvolti anche paesi da sempre alleati degli americani, ma anche un inasprimento dei contrasti con la Cina sulle questioni  (influenza politica e sfruttamento del petrolio) riguardanti le regioni mediorientali.

Se cio dovesse accadere verrebbe a creare uno scenario di guerra economica fra Usa e Cina per il petrolio mediorientale, rischiando di trasformare i conflitti presenti nelle regioni, in una lotta tra grandi potenze per la supremazia globale.

Potenza di Pechino

Secondo Robert Zoellick, presidente della Banca mondiale, la crisi globale, avrebbe portato ad un cambiamento dei rapporti di forza in ambito economico. Infatti, se da una parte la potenza economica americana e’ in evidente declino, dall’altra, la potenza economica cinese sta crescendo esponenzialmente. Considerando tali fattori e la crescente rabbia di produttori e consumatori di petrolio per l’interferenza americana nel sistema finanziario internazionale, risulta quasi ovvio il cambio di “interlocutore” e, quindi, lo studio di piani per l’allontanamento dalla potenza stelle e strisce.

Attualmente Pechino importa il 60 percento del petrolio che consuma. La maggior parte viene  da Russia e Medio Oriente. Ha ottenuto particolari concessioni di prospezione petrolifera in Iraq e ha siglato un accordo con l’Iran per lo sviluppo del processo di raffinazione e delle risorse di gas. La Cina ha anche accordi petroliferi col Sudan e sta, attualmente, negoziando con la Libia. Senza tralasciare che il 10 percento dei prodotti importati dal Medio Oriente proviene dal Pechino.

L’allontanamento dal dollaro sembrerebbe inarrestabile ed inesorabile: stando alle fonti di analisti cinesi, i russi introdurranno il rublo nel paniere delle valute e i britannici saranno costretti ad entrare nell’euto perche non potranno piu’ utilizzare il dollaro americano. Sono anni ormai che gli econimisti e la banca centrale cinese esprimono i loro dubbi sul dollaro e su Obama.Il presidente e’ troppo impegnato a risolvere l’economia nazionale per concentrarsi sulle implicazioni della transizione dal dollaro ad altre valute da qui a nove anni.

Per ora sono solo previsioni, bisognera’ aspettare per verificare effettivamente se cio accadra’. Nel frattempo, pero’, l’Iran ha deciso di utilizzare l’euro, in sostituzione del dollaro, per le sue riserve di valuta estera. L’ultimo produttore di petrolio che fece tale mossa era Saddam Hussein.

Tutti sappiamo che fine ha fatto.

fonte Indipendent

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: