L’articolo del Times sui presunti pagamenti ai talebani

16 10 2009

Silvio Berlusconi da smentite sullo scandalo tangenti in Afghanistan 15 Ottobre 2009 The Times

timesSilvio Berlusconi oggi ha negato che il suo governo ha autorizzato pagamenti segreti ai combattenti talebani che avrebbero lasciato esposti soldati francesi in Afghanistan, una reazione furiosa per i dettagli pubblicati sul The Times.

Il primo ministro italiano ha detto che non era a conoscenza di tali azioni intraprese nell’ambito del precedente governo Prodi.

Il Times è venuto a conoscenza del fatto che quando i soldati francesci assunsero il controllo dell’area di Sarobi, a est di Kabul, a metà del 2008, non furono informati del fatto che gli italiani partiti avessero tenuto la regione relativamente in pace pagando combattenti talebani locali affinchè rimanessero inattivi.
Ufficiali occidentali dicono che siccome i francesi non seppero nulla dei pagamenti fecero in maniera catastrofica un accertamento di minaccia sbagliato.

Dopo un mese, dieci francesi furono uccisi dai ribelli in un’imboscata. Fu una delle più grandi perdite che le forze Nato hanno avuto in Afghanistan. Il popolo francese fu inorridito nel sapere che i soldati furono mutilati e furono più tardi pubblicate le fotografie che mostravano i militanti giocare trionfanti con le divise e le armi delle vittime.
In un’asserzione questa mattina, l’ufficio del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi dichiara sull’articolo del Times “accuse prive di ogni fondamento”.
“ Il governo Berlusconi non autorizzò nessun tipo di pagamento a menbri dell’insurrezione talebana in Afghanistan e non fu a conoscenza di iniziative di questo tipo da parte del governo precedente” dichiara.
“ si dovrebbe mettere in evidenza che nella prima metà del 2008, il contingente italiano in Afghanistan fu attaccato numerose volte, inclusa quella nel distretto di Sarobi, il 13 Febbraio 2008, che costò la vita del tenente Francesco Pezzullo”.

Mr Berlusconi, sconfisse Romano Prodi alle elezioni dell’Aprile 2008 e prese potere per circa tre mesi quando fu completato il passaggio di Sarobi.

Il Presidente Prodi ha negato con fermezza le accuse.
Ha detto al Times: “Questa è la prima volta che sento tali accuse, e posso dire che non esiste alcuna base a riguardo. Non so assolutamente nulla di questo.”
Il Presidente Prodi si dimise nel gennaio 2008, e il suo governo di centro-sinistra è stato sostituito dalla destra di Berlusconi, tre mesi dopo.
Il ministro della Difesa italiano, Ignazio La Russa, ha smentito dicendo che la storia era “assolutamente spazzatura e lo prendiamo come tale”.

All’articolo del Times, ha risposto, era “offensivo per le morti che sbbiamo patito in Afghanistan, per le ferite e per il livello di impegno quotidiano dei nostri soldati”.

L’onorevole La Russa ha ripetuto le sue condoglianze ai francesi e che le perdite “non possono in alcun modo essere collegate al comportamento dei nostri soldati”.

Ufficiali dell’ intelligence degli Stati Uniti scoprirono, attraverso l’intercettazione di conversazioni telefoniche ,che gli italiani stavano corrompendo militanti in altre aree, nello specifico in provincia di Herat nel lontano l’ovest.

Nel Giugno 2008, molte settimane prima dell’imboscata, un ambasciatore degli Stati Uniti a Roma fece un démarche, o protesta diplomatica, al governo Berlusconi sulle dichiarazioni riguardo alla tattica.
Vari alti ufficiali della Nato hanno detto al Times che i pagamenti scoperti successivamente da parte di agenti sono stati effettuati pure nella zona di Sarobi.

“Uno non può essere troppo indottrinato su queste cose”, disse un ufficiale senior a Kabul. “ E’ probabile che abbia buon senso corrompere gruppi locali e usare la non-violenza per distruggere la violenza. Ma è da pazzi fare così e non avvisare gli alleati”.
LaRussa ha aggiunto che un atteggiamento benevolo verso gli italiani che servono in Afghanistan non aveva niente a che fare con doni fatti, ma era dovuto, invece, per “ il comportamento dei nostri militari , il quale è molto differente rispetto a quello di altri contingenti”.
“Loro hanno sempre dimostrato di essere vicini alla gente e ottengono lo stesso in cambio” dice La Russa riguardo i soldati italiani. ”Collegare tutto ciò con la morte dei soldati francesi…a me sembra un’assurdità”.

IL 18 Agosto, un mese dopo la partenza delle forze italiane, una pattuglia francese munita di armi leggere passò tra le montagne a nord della città di Sarobi, nel quartiere dallo stesso nome, 40 miglia a est di Kabul. Avevano ragione di sospettare che stavano camminando nella battaglia più onerosa per i francesi in un quarto di secolo.

Operando in un arco di territorio a nord e ad est della capitale afgana, i francesi credevano apparentemente di essere in servizio in una zona relativamente tranquilla. Gli italiani che avevano sotituito nel mese di Luglio avevano subito solo uno scontro mortale nell’anno precedente. Per mesi il quartier generale della Nato aveva elogiato i progetti italiani di ricostruzione in corso su tutta Sarobi. Quando si stima che 170 ribelli tesero un’imboscata alle forze della Valle Uzbin il risultato fu un disastro.” Ci colsero di sorpresa”, disse un comandante della truppa francese dopo l’attacco.

Una dichiarazione post-operazione della Nato critica le forze francesi per la loro mancanza di preparazione. “Sono andati in due plotoni (circa 60 uomini)”,disse un ufficiale senior della Nato.” Non avevano armi pesanti, ne preordinarono supporto aereo, ne artiglieria di supporto e la radio non basta”.

Se non fosse stato per la presenza di alcune forze speciali americane nella zona che furono chiamate a loro sostegno aereo , si sarebbero trovati in una situazione ancora peggiore. “I francesi portavano solo due mitragliatrici medie e 100 munizioni per uomo. Erano in cerca di guai e i ribelli sono riusciti ad avere la meglio contro di loro”.

Una forza dell’8° Reggimento Paracadudisti della Marina ci mise un’ora e mezza per raggiungere i francesi oltre le montagne.” Noi non potevamo vedere il nemico e non sappiamo quanti ne erano di loro”, disse un altro ufficiale francese. “ Dopo 20 minuti ci hanno attaccati alle spalle. Ci circondarono”.
I due plotoni furono intrappolati fino all’arrivo delle incursioni aeree e i ribelli furono costretti a ritirarsi la mattina seguente. Ci furono 10 morti e 21 feriti.
Il popolo francese rimase sconvolto quando seppe che molti dei morti furono mutilati- una forza mista, con membri dei talebani e combattenti Hizb e-Islami.

Poche settimane dopo, i giornalisti francesi fotografarono i ribelli mentre trasportavano fucili d’assalto francesi e indossavano giubbotti antiproiettile dell’ esercito francese, caschi e ,in un caso, un soldato morto.

Due funzionari militari occidentali a Kabul hanno confermato che il briefing di intelligence dopo l’agguato ha asserito che le truppe francesi credevano di muoversi in una zona benigna quello che gli italiani erano stati ansiosi di mostrare ai media come un esempio di operazione riuscita ” cuore e mentre”.

Un’altra fonte Nato ha confermato le accuse dei soldi italiani andati ai ribelli. “ I’intelligence italiana ha effettuato i pagamenti non l’Esercito italiano” ha detto. “Sono stati pagamenti di decine di migliaia di dollari ai singoli comandanti ribelli”. “ Fu fatto per non fare vittime italiane che avrebbero potuto creare difficoltà politiche in casa”.

Quando sei militari sono stati uccisi in un attentato a Kabul il mese scorso ha provocato uno spargimento di dolore e di richieste per il ritiro delle truppe. La fonte Nato ha aggiunto che l’intelligence americana è venuta a conoscenza dei pagamenti.” Gli italiani non hanno riconosciuto ciò, anche se non ci sono intercettazioni telefoniche su questo argomento”, ha detto la fonte. “Il problema è stato il risultato.

Non è stato pubblicizzato perché avrebbe creato un incubo diplomatico. Abbiamo scoperto dei pagamenti di Sarobi più tardi”.
A Kabul un’altra fonte di intelligence occidentale è stata feroce.” E’ una vergogna assoluta” ha detto. “ La Nato in Afghanistan è una struttura abbastanza fragile di fronte questo lavoro alle spalle. Gli italiani hanno un inferno di domande a cui rispondere”.

Haji Abdul Rahman, un anziano della tribù di Sarobi, ricordava come una ambiente benigno sia diventato ostile nella notte. “ Non ci sono stati attacchi contro gli italiani. La gente diceva che gli italiani e i talebani avevano buoni rapporti tra loro”.
“Quando cambiò il paese (nazionalità delle forze) e vennero i francesi ci fu un grande attacco contro di loro.

Sapevamo che i talebani erano venuti in città e sapevamo che non avevano effettuato attacchi contro le truppe italiane, ma non sapevamo il perché”.
I fatti sono senza precedenti. Nel mese di Ottobre 2007 due agenti italiani sono stati rapiti nell’ovest dell’Afghanistan, uno è stato ucciso mentre le forze speciali britanniche effettuavano il salvataggio. E’ stato poi denunciato alla stampa italiana che erano stati rapiti mentre effettuavano i pagamenti ai talebani.

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