L’autogol di Ahamadinejad

17 10 2009

Il negazionismo sull’Olocausto non aiuta la causa palestinese.

di Tahar Ben Jelloun

Medio-Oriente[1]Ury Avnery, militante israeliano per la pace, si è posto la questione di sapere perchè il governo israeliano abbia boicottato la commissione Goldstone incaricata dall’Onu di indagare su quelloche è realmente accaduto a Gaza. ” Perchè sapeva che la commissione, a prescindere da quale fosse, sarebbe arrivata alle conclusioni alle quali è arrivata”.
Richard Goldstone è stato giudice della Corte costituzionale del Sudafrica, primo procuratore del Tribunale penale internazionale ed ex militante anti-apartheid. Ha accettato di guidare questa commissione perchè crede nella supremazia dei diritti e delle leggi di guerra.

L’inchiesta è stata condotta in condizioni difficili. Non essendo stata autorizzata a entrare sul suolo israeliano nè in territori palestinesi, per accedere a Gaza – dove è stata accolta dai dirigenti di Hamas che hanno risposto alle sue domande – la commissione è dovuta passare dall’Egitto. IL rapporto che ha redatto è schiacciante per Israele e non risparmia Hamas.
Il rapporto parla infatti di 1387 palestinesi morti, di cui 300 bambini, 115 donne e 85 uomini di età superiore a 50 anni; di 2700 edifici distrutti; e di 13 israeliani uccisi, di cui 5 soldati.
Queste cifre non necessitano di nessun commento. Il problema è che Israele, come Hamas, ha ammazzato dei civili e ha commesso quindi “crimini di guerra” : questa è stata la conclusione alla quale approda il rapporto, anche se la guerra è stata particolarmente sbilanciata.
 
Human Rigthts Watch che svolge inchieste sulla violazione dei diritti umani, non è riuscita a interrogare i responsabili israeliani e nel rapporto si deplora questo fatto. Le reazioni delle autorità di Israele confermano in qualche modo una consapevolezza di cui si rifiutano le premesse. Così, per esempio, il presidente Shimon Peres ha dichiarato che questo rapporto è una “pagliacciata storica, che non distingue tra chi aggredisce e uno Stato che esercita il proprio diritto alla legittima difesa”. Quanto al primo ministro Netanyahu, ha paragonato i razzi di Hamas ai blitz dei nazisti in Inghilterra!
Queste modalità di difesa e di negazione della realtà non fanno che deteriorare sempre più l’immagine dello Stato di Israele presso l’opinione pubblica internazionale e in particolare arabo-musulmana. Ciò incoraggia l’iraniano Ahmadinejad a parlare di ” leggenda dell’Olocausto”. La confusione su questo argomento è totale e non serve assolutamente la causa palestinese. Non si rende un servizio alla Storia e al popolo palestinese negando la tragedia che ha sterminato gli ebrei.
Tutti i negazionisti che si sono avvicinati ai palestinesi per dar loro un aiuto non hanno fatto altro che ingenerare nuova confusione. Si tratta di aiuti di cui i palestinesi non hanno bisogno, perchè la loro causa non ha nulla a che spartire con il passato nel quale l’Europa si rese colpevole dello sterminio degli ebrei. La Germania nazista, l’Italia fascista, la Francia di Vichy hanno mandato gli ebrei a morire. Perchè oggi i palestinesi che lottano per avere una patria sarebbero responsabili dei massacri commessi dall’Europa?
Quando Netanyahu mette sullo stesso piano i razzi di Hamas e i blitz nazisti, cambia i termini reali della questione, che è e rimane quella dell’occupazione dei Territori, una faccenda coloniale, che non ha nulla a che spartire con l’Olocausto degli ebrei.

Nel mondo arabo prevale un sentimento anti-israeliano molto forte. Alcuni vorrebbero confonderlo con l’antisemitismo. Il razzismo contro gli ebrei esiste un po’ dappertutto nel mondo, ma le critiche e la denuncia della politica del governo israeliano non sono antisemitismo, anche se alcuni media indulgono un po’ in questa confusione.
Gli israeliani, uomini politici o intellettuali, che criticano severamente il modo in cui il loro governo ha combattuto in Libano nel 2006 e a Gaza nel 2008 sono forse antisemiti?
Ahamadinejad si spinge molto oltre nel suo odio per lo Stato di Israele, pur ricordando che in Iran vivono decine di migliaia di ebrei e che non si lamentano. I suoi discorsi sono violenti, intollerabili.
Nel momento in cui si prepara a sfidare gli Stati Uniti e l’Europa con il suo programma nucleare, provoca in primis Israele, che cerca in tutti i modi di impedire che l’Iran si procuri l’atomica.
Tutto ciò è preoccupante, perchè un attacco israeliano contro l’Iran avrebbe conseguenze più gravi dei bombardamenti dell’Iraq quando Saddam cercava di procurarsi uranio arricchito.

Non resta che sperare che la pazienza e la saggezza di Obama siano più validi dello spirito bellicoso di Netanyahu.

traduzione di Anna Bissanti
Da L’espresso

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