Allarme sicurezza!!! Vietati i palloni!!!

27 10 2009

Dopo le balle sulla sicurezza, inculcate per alimentare fobie e limitare l’autonomia e l’aggregazione delle persone, arrivano i palloni irregolari. A San Giorgio a Cremano entra in vigore un’ordinanza che prevede il divieto di gioco con la palla, individuale o di gruppo.

Sta crescendo in questi anni a livello internazionale l’interesse per lo spazio pubblico e Napoli non è da meno.
Si costituiscono comitati, si organizzano iniziative, dibattiti, convegni, la cittadinanza attiva si mette in rete, si impegna per recuperare gli spazi pubblici dal degrado e dall’abbandono delle istituzioni, per ridare vivibilità a questi luoghi, dignità ai suoi abitanti; e lo fa lavorando, per, ma soprattutto con, gli abitanti, piccoli e grandi, perché la strada è di tutti, così come dovrebbe essere la dignità.

Allora, se le istituzioni sembrano aver già troppi impegni per servir la gente d’altri paraggi, anche da soli ci si prova a organizzare, per cercare di rimediare alla desolazione imposta da piani urbanistici che tengono conto degli appalti più che degli abitanti che quegli spazi dovrebbero poterli vivere; lottando contro la disgregazione sociale e la segregazione crescente delle periferie e della popolazione emarginata dal sistema capitalistico imperante.

Ma quando le persone si incontrano, discutono e si organizzano, per qualcuno potrebbe diventare pericoloso, e qualcun altro già si è accorto che può essere certamente fastidioso, perché poi non si limitano solo a lavorare, iniziano a farsi sentire.
Protestano contro la presenza di montagne di immondizia, di barriere architettoniche, contro l’assenza di spazi dedicati ai bambini, di mezzi pubblici, di segnaletiche, contro il mal funzionamento dei semafori, dove ci sono. Denunciano anche: la negligenza di chi permette di parcheggiare impedendo il passaggio pedonale, di chi lascia sfrecciare motorini nelle aree pedonali dove giocano i bambini, l’incuria di chi i giardinieri pubblici li concede per favori elettorali personali, insomma possono dare proprio impiccio a chi il potere lo esercita per ben altre questioni!
Se non si capisce questo, non si possono capire tutte quelle ossessioni sulla sicurezza, fino ad arrivare a cercare di impedire l’aggregazione nelle piazze, la sera, col pericolo degli alcolici, o il proibizionismo di turno.
Mentre ormai tutti parlano di diritti dei bambini, sembra esserci stato chi si è accorto che per i bambini non esisteva ancora nessun divieto, ed è stato proprio il sindaco della città di San Giorgio a Cremano, che, come la definisce l’assessore alla sicurezza “ è soprattutto la Città dei bambini e delle bambine” a provvedere, con un ordinanza che, in nome della sempre ossequiata sicurezza, vieterà in alcune zone della città «il gioco violento del pallone» come dichiara Giorgiano, per salvaguardare l’incolumità dei passanti e «garantire la sicurezza di persone e di cose nelle principali zone pedonali».
Perché, come puntualizza l’assessore alla sicurezza, “La nostra amministrazione, è sempre molto sensibile ai diritti dell’infanzia e, pertanto, favorisce in tutti i modi il gioco, così come stabilito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. Tuttavia, il gioco con la palla, individuale o di gruppo, non può essere consentito indiscriminatamente in tutte le aree ad uso pubblico in ragione del pericolo che si determina per i passanti, per la circolazione veicolare e per i danni causati alle cose”.
Ma attenzione non è infatti contro i bambini, perché neanche loro possono essere considerati tutti uguali, infatti aggiunge il sindaco in un’altra intervista: “i bambini vanno sempre tutelati, ma il mio provvedimento è rivolto agli ‘scugnizzì che si divertono a tirare pallonate ai passanti, ad auto in corsa e vetrine”. Sono quindi quelli che vivono la strada, che non possono permettersi le scuole di calcetto e gli spazi privati ad essere nel mirino dell’ordinanza, forse proprio ispirandosi alle origini del calcio, nato nei college inglesi come sport d’élite?!
Come ormai in tutta la vita pubblica nazionale, la discriminazione avanza anche in questa faccenda (dove l’amministrazione sembra impegnata a dimostrare che in Italia non solo i più alti vertici politici sono in grado di scatenare un tragicomico interesse), e dalle persone grandi e piccole finisce per colpire anche le palle. Nel nuovo testo dell’atto comunale si dovrebbe rimarcare la differenza tra palloni di spugna o di materiale leggero, consentito, e altro tipo di palloni, banditi. Così la leggerezza con cui si risponde ai calci subiti nel nostro paese resta sempre premiata!
Per interiorizzare le regole imposte è chiamato a intervenire anche un testimonial: Fabio Cannavaro. Infatti, in risposta alle critiche verso il provvedimento mosse dal calciatore napoletano, che aveva commentato “È un peccato, se fosse stato così quando io da bambino giocavo a Fuorigrotta non avrei mai vinto la Coppa del mondo, la strada mi ha insegnato tanto” , il sindaco fa un invito ufficiale “Invitiamo Fabio Cannavaro a San Giorgio a Cremano a giocare col pallone di spugna nelle nostre piazze e a diventare testimonial per un gioco sicuro. Sono certo che non è diventato campione del mondo solo perché giocava in strada, ma perché gli adulti gli hanno insegnato regole e disciplina”.
Ma se come “pubblico” dovrebbe identificare un bene accessibile a tutte le persone senza condizioni, qualcosa di non chiaro c’è sull’ordinanza che colpisce quelli che i giornali hanno definito “i giocatori in erba – e senza campo”. Tutto chiarissimo però per quelli che la legge sono abituati a usarla e adattarla all’occorrenza, così come sembra aver fatto l’amministrazione col codice della strada, dov’è stigmatizzato e punito l’uso improprio dei marciapiedi, non solo per la sosta delle autovetture ma anche per l’utilizzo con skateboard, pattini e assimilati, e dove sono vietati i giochi che possano arrecare danno ai pedoni. Peccato che le normative sui diritti del cittadino e dell’infanzia non sembrano riscontrare l’ intenzione di essere adottati quanto i divieti.

Ma se di spazi rivolti al gioco l’amministrazione sembra non essersene ancora preoccupata, così impegnata a delimitare le zone interdette al “gioco violento” con appositi cartelli di segnaletica con su scritto ‘Divieto di gioco con la palla in tutta l’area’, che addestreranno già dall’infanzia a poter riconoscere le zone rosse decretate dal potere, forse assolverà il suo compito per accontentare quegli ubbidienti cittadini che già si preparano ad esultare per la rete, dove segregare i palloni diversi, quelli non ammessi, che già si iniziano a chiamare i palloni violenti…

fonte napoli.indymedia

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