Il criminale perfetto

30 10 2009

Nella cronaca nera quali sono gli elementi del delitto perfetto? i tanti cadaveri? i tempi che passano tra un delitto all’altro? le stranezze sulla vittima o sull’arma del delitto? diciamo che c’e’ un po di tutto.
Ma cosa colpisce di piu’ il lettore della cronaca nera? Secondo alcuni sondaggi sembrerebbe che sia la bellezza della vittima a far breccia piu’ di ogni altro elemento. Piu’ e’ giovane e bella e piu’ e’ a “rischio” di essere vittima.
Assodato quale sia la vittima perfetta, quale potra’ essere l’identikit del colpevole perfetto? Stando ad agatha christie non c’e’ assassino piu’ affascinante del piccolo borghese invidioso e libidinoso. I soldi e la ricchezza aggiungono pepe alla vicenda. Ma piu’ di tutti e’ il mistero legato all’identita’ del criminale ad affascinare.

All’epoca di Jack lo squartatore, il mistero intorno alla sua indentita’, ha mantenuto alta l’attenzione sulla vicenda. I tanti sospettati, tra cui il figlio del principe di galles e il dottor barnado, fondatore degli omonimi orfanotrofi, hanno catturato l’interesse pubblico. Tuttavia, il mistero su chi fosse l’omicida, ha anche scatenato un’ondata di pregiudizi di giornalisti e lettori. La crudelta’ e l’efferatezza dei delitti portavano a dipingere un’identikit che non corrispondeva al comune inglese, ma piuttosto ad un ebreo o un francese o, addirittura, ad un estroso italiano. Nessun inglese avrebbe potuto mai compiere tali gesti.

A quei tempi i giornali fomentavano tali dicerie mettendo in giro voci riguardo presunte brutalita’ o bestialita’ commesse da stranieri. Con tali voci giustificavano, in maniera vergognosa, pregiudizi e razzismo contro gli immigrati, molto diffusi in Inghilterra a quell’epoca.

E oggi? e’ cambiato qualcosa? Se leggete i giornali vi sembra di scorgere mai notizie tipo ” italiano stupra donna alla stazione” o “napoletano rapina un supermercato in periferia?” (non me ne vogliano i partenopei e’ solo un esempio) oppure sono piu’ diffusi articoli come “romeno ubriaco investe vecchietta” o ” senegalese arrestato per furto”?

Purtroppo il comportamento criminale viene strumentalizzato dai giornalisti per fomentare il razzismo. In realta’ ai lettori interessa solo che nei fatti di cronaca siano coinvolti degli immigrati. La triste realta’ e’ che l’ignoranza della gente, diffusa dal potere attraverso gli “strumenti” di cui dispone e, frutto anche di nostre colpe, porta a nutrire pregiudizi e ad accanirsi nei confronti di chi e’ diverso. Specialmente se questi sono coinvolti in fatti di cronaca.

In questo contesto media ed organi di informazione, controllate ad arte dal potere, penetrano facilmente nel tessuto sociale, istigando la gente ad individuare nello straniero e nel diverso una minaccia per la sicurezza della societa’. Giornali e televisione tutti i giorni dipingono realta’ fasulle o distorte con il solo scopo di dividere e creare caos e violenza. Ormai e’ opinione diffusa che rinchiudendo le nostre paure in squallidi centri di accoglimento, al limite (se non oltre) della violazione dei diritti umani o ricacciandole in alto mare, si possa tornare a vivere in tranquillita’ e serenita’.

Ma sono convinto che sia quello che ci fa piu’ comodo pensare.

Cacciamoli tutti, chiudiamoli dentro le galere. E’ la cosa piu’ semplice da fare non vi pare?
Sicuramente piu’ di parlare di integrazione e di dialogo verso culture distanti dalla nostra. Il mantenimento di rapporti umani e’ la sfida piu’ difficile nella vita di ogni persona, poi se parliamo di persone cosi’ diverse (apparentemente) da noi, cresce la paura. E dalla paura si fugge, non la si sfida.
Oggi e’ cosi’, noi abbiamo paura. Paura dello straniero, paura di perdere le proprie tradizione e radici (forse non cosi’ radicate), paura di perdere la nostra identita’, di “sporcarci” con realta’ cosi’ diverse e distanti da noi. Evidentemente non siamo poi cosi’ sicuri di noi stessi. Chi ostenta troppo manca di sicurezza.
Se incominciassimo a scambiarci e a condividere informazioni con queste persone, se parlassimo con loro, se imparassimo a convivere e ad integrarci con i “clandestini”, non faremo altro che arricchire il nostro bagaglio personale. Ne usciremo piu’ “pieni” e soddisfatti(esperienza personale).

Solo cosi’ potremo affrontare e sconfiggere le nostre paure, acquisendo sicurezza in noi stessi e nelle nostre radici. Non lasciamo che poche persone potenti ci lascino entrare in un tunnel di paure e angosce. Non lasciamoci incantare da parole e promesse di sicurezza da chi, effettivamente, non la vuole. Non puoi portare sicurezza con la repressione.
Violenza porta altra violenza.
E’ scontato ma e’ la realta’.
La politica del “dividi et impera” viene utilizzata ai massimi termini in questo momento.Vogliono dividerci, vogliono creare caos per sguazzarci dentro.Guai a loro se fossimo tutti uniti.

Non dobbiamo aver paura dello straniero ma di chi ha il potere, di quelli che la paura, invece di toglierla, la infondono per giustificare l’ingiustificabile.

Apriamo gli occhi e guardiamo in faccia la realta. Il romeno non e’ solo un ubriacone stupratore, come, del resto, l’italiano non e’ solo un mangiaspaghetti mafioso …

Corrado Ippoliti

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