Giovanardi: “Stefano Cucchi è stato ucciso dalla droga”

3 11 2009

gio28_carlo-giovanardi_sidisseta[1]GIOVANARDI 1. “Allo stato degli atti c’è un sicuro, evidente responsabile indiretto o diretto della morte di Stefano: la droga”. Lo scrive il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi sul ‘Giornale’. “Questo è il killer che entra nelle nostre case, aggredisce le nostre famiglie, porta via i nostri figli lungo un calvario che i genitori dei tossicodipendenti purtroppo conoscono troppo bene”, afferma Giovanardi. “La verità di quanto accaduto a Stefano puó essere dunque collegata al comportamento indegno di qualcuno che doveva proteggere la sua fragilità ma potrebbe essere anche l’avvelenato frutto finale dei danni della droga”.

GIOVANARDI 2. “I medici devono o non devono obbligare un paziente a nutrirsi contro la sua volontà? E la volontà di un giovane fragile e malato come Stefano Cucchi non era evidentemente alterata tanto da obbligare i medici ad intervenire per salvargli la vita come giustamente i famigliari sostengono?”. “E’ il Parlamento, mentre discute del testamento biologico, che deve sciogliere questi nodi, per confermare, come è scritto nel testo proveniente dal Senato, che alimentazione ed idratazione in alcuni casi sono atti dovuti”, conclude.

Intervento radicali su dichiarazioni di Giovanardi
Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato Nazionale Radicali Italiani, ha dichiarato: Ritengo vergognoso l’intervento di ieri del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, pubblicato da “Il Giornale”. Non tanto per il suo riproporre il cavallo di battaglia di tutti i proibizionisti, per cui il colpevole principale di tutti i mali del mondo – e quindi anche della morte di Stefano Cucchi – è la “droga”. In realtà, i responsabili di tutti i mali del mondo sono gli uomini e le politiche da essi concepite ed attuate; nel nostro caso, le politiche proibizioniste che, nel nome della “guerra alla droga”, fanno in realtà, ogni giorno, ogni minuto, “guerra ai drogati”.
In questi giorni molti hanno ricordato che un terzo dei detenuti nelle carceri italiane è costituito da cittadini tossicodipendenti e un altro terzo da extracomunitari; è utile ricordare che una buona parte di quest’ultimi è in galera per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti. E rispetto ai primi, è lo stesso Giovanardi a scrivere nella Relazione sulle tossicodipendenze presentata in Parlamento a luglio che “… Con riferimento alle caratteristiche di questa utenza (Adulti tossicodipendenti ristretti in carcere, ndr) informazioni maggiormente dettagliate sono disponibili solo per una minima parte, circa 3.700 soggetti, per i quali è possibile definire un profilo dal punto di vista demografico ed epidemiologico sull’uso di sostanze e clinico per quanto riguarda la presenza di malattie infettive” (pag. 111 e 112 della Relazione). Chi è il colpevole dell’inadeguatezza dei dati forniti dal governo? La droga?
La parte dell’intervento di Giovanardi veramente vergognosa ed inaccettabile è quella in cui, prendendo spunto dalla tragica morte di Stefano Cucchi, il sottosegretario attacca chi si batte in Parlamento contro l’obbligatorietà dell’alimentazione ed idratazione forzata. Occorrerebbe essere bene informati su come si sono svolti realmente i fatti all’ospedale Sandro Pertini per azzardare simili paralleli; non credo che Giovanardi sia così bene informato. Ammesso e non concesso che lo sia, è francamente intollerabile che strumentalizzi la fine di Cucchi per fini di mera polemica politica.”

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