Fiumi di droga dall’Argentina e diretta a Fondi tramite Gaeta

6 11 2009

mofDopo 9 ore di Camera di Consiglio i giudici del tribunale di latina hanno emesso la sentenza del processo per droga Lazial Fresco. Inflitte 29 condanne per 218 anni di carcere complessivi. Quattro le assoluzioni. Le condanne pià alte riguardano Giovanni Giordano (19 anni), Gino Stravato (18 anni), Dontaella Saturnino (16 anni), Giuseppe D’Alterio (12 anni), Fabio Criscuolo (10 anni).

L’inchiesta fu coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani il quale scoprì:

carichi di droga, provenienti dall’Argentina, che giungevano in aereo a Roma o via nave a Gaeta e poi venivano trasportati a Fondi da dove, grazie soprattutto alla ditta di trasporti «Lazial Frigo» dei D’Alterio che operava nel Mof, venivano smerciati. Una rete di corrieri e venditori in grado di gestire traffici per un volume d’affari di centinaia di migliaia di euro l’anno. Di quantità e prezzo si parlava al telefono, fino a poche ore dall’ultimo blitz dei carabinieri dopo due anni di indagini serrate, intercettazioni e pedinamenti. Alla fine del periodo d’inchiesta la conta della droga sequestrata ammonterà a 121 chili, tra hashish e cocaina.

Cocaina e hashish arrivavano sui camion frigo di frutta e verdura al mercato ortofrutticolo di Fondi. La droga era importata dall’Argentina e prima di arrivare in Italia faceva tappe in Spagna o Germania.

Lo hanno accertato i carabinieri del comando provinciale di Latina che , al termine dell’operazione coordinata dal procuratore capo di Latina Giuseppe Mancini e dal sostituto Giancarlo Ciani, hanno eseguito 36 ordinanze di custodia cautelare.

I militari, nel corso di un’operazione diretta dal colonnello Leonardo Rotondi, hanno eseguito le ordinanze emesse dal gip Giuseppe Cario in provincia di Latina, ma anche due a Nuoro e tre a Roma. Nel corso della stessa operazione è stato effettuato anche un altro fermo, e da settembre 2005 – quando sono scattati gli accertamenti – a oggi già 13 persone erano finite in carcere in flagranza di reato e si era provveduto al sequestro di 38 chilogrammi di cocaina e 83 di hascisc.

Tra le persone finite in carcere personaggi di spicco della malavita pontina tra i quali appartenenti alla famiglia D’Alterio di Fondi e Di Silvio di Latina. La droga era destinata al mercato laziale e sardo, per scambiarsi i numeri di telefono gli indagati usavano dei codici criptati. Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate sofisticate apparecchiature elettroniche e documenti ritenuti utili allo sviluppo delle indagini.

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