L’appello dell’Onu: inverno senzatetto per la gente di Gaza. Stop all’embargo.

11 11 2009

Gaza. Impossibilitati a ricostruire le loro case dopo l’offensiva militare israeliana di dieci mesi fa, molti palestinesi a Gaza passeranno l’inverno senza un tetto se Israele non porrà fine all’embargo. Ciò è quanto hanno affermato le Nazioni Unite ieri.

“L’inverno sarà particolarmente duro per i bambini di Gaza, la cui capacità di affrontare i rigori del freddo e dell’umidità è già duramente minata a causa del deterioramento progressivo delle loro condizioni di vita e dell’impoverimento”, afferma il Coordinatore umanitario dell’Unrwa, Maxwell Gaylard.

“Con le piogge e il freddo dell’inverno ormai imminenti, la gente di Gaza è ancor più in disperato bisogno di materiali da costruzione come il cemento, le tegole e il vetro per ricostruire e riparare le case distrutte dall’offensiva militare israeliana dell’inverno 2008-09. Essi hanno inoltre bisogno di forniture regolari di carburante, elettricità e acqua potabile”, prosegue Gaylard nell’ultimo Rapporto dell’Onu che definisce “numerosi” i richiami a togliere l’embargo.

Israele ha cominciato a chiudere completamente i confini con Gaza nel giugno del 2007, causandone il collasso dell’economia e l’intrappolamento del suo milione e mezzo di abitanti.

Inoltre, tra lo scorso dicembre e il gennaio di quest’anno, Israele ha sferrato un attacco armato contro la Striscia di Gaza già sotto embargo, uccidendo circa 1.400 palestinesi. Gli israeliani uccisi sono stati invece tredici.

L’Onu stima in circa 20.000 gli abitanti di Gaza rimasti senza casa. Circa 3.500 abitazioni sono state distrutte, altre 2.800 gravemente danneggiate e circa 53.000 lo sono in misura minore.

Israele vieta l’ingresso a Gaza dei materiali da costruzione, sostenendo che potrebbero essere utilizzati per scopi militari.

Nel frattempo, l’Onu afferma che i civili palestinesi sono le vittime di questa politica.

Gaylard ha dichiarato alla Reuters ieri: “Sappiamo che vi sono ancora centinaia di famiglie che vivono nelle tende. E sappiamo che ve ne sono molte che vivono nelle rovine delle loro case. Ed un numero maggiore di famiglie vive presso parenti e amici”.

“Essi hanno bisogno di materiali per ricostruire le loro case. Hanno bisogno anche di carburante per scaldarsi durante l’inverno. Hanno inoltre bisogno di acqua pulita e di sistemi di igienizzazione”.

Chi ascolterà l’appello delle Nazioni Unite?

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