L’APPELLO PER LA CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTO E SANZIONI DELL’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA

11 11 2009

Il documento scaturito dall’assemblea nazionale del 21 febbraio a Roma

Con la feroce aggressione alla Striscia di Gaza, lo Stato di Israele ha fornito al mondo l’ennesima conferma della volontà di procedere alla pulizia etnica del popolo palestinese. I 1300 morti, le migliaia di feriti, le immani distruzioni provocate da tre settimane di bombardamenti fanno seguito ad un embargo criminale – voluto e praticato da Israele, Stati Uniti ed Unione Europea – che da oltre due anni colpisce una delle popolazioni più povere del mondo, impedendo ogni attività commerciale e bloccando persino il transito degli aiuti umanitari.
Continua, dunque, l’occupazione israeliana della terra palestinese, la negazione del diritto di un popolo ad avere un suo Stato. Al dramma del milione e mezzo di Palestinesi segregati nella Striscia di Gaza fa da riscontro la trasformazione della Cisgiordania in un sistema di prigioni a cielo aperto, con le città e i villaggi isolati gli uni dagli altri dal Muro dell’Apartheid, che Israele ha continuato a costruire nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Internazionale del 2004 e le risoluzioni dell’ONU, che continua a violare impunemente, con la complicità dei governi delle maggiori potenze mondiali.

Per contribuire alla campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni lanciata dalle organizzazioni della società civile palestinese, promuoviamo anche nel nostro Paese un percorso di iniziative volte ad incidere sull’economia di guerra israeliana, attraverso il boicottaggio delle merci israeliane, il disinvestimento dall’economia israeliana, la sospensione dei rapporti accademici e delle collaborazioni con lo Stato e gli enti locali, il boicottaggio del turismo in Israele e la verifica delle possibili iniziative legali per la condanna dei criminali di guerra ed il risarcimento dei danni provocati in questi anni di occupazione e di guerra.

In particolare, gli obiettivi della Campagna italiana di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) sono:
– Tutte le merci identificate dal codice a barre con le prime tre cifre 729, che identificano i prodotti provenienti dallo Stato di Israele.

– I prodotti agricoli israeliani a marchio Jaffa e Carmel, presenti sui banchi dei supermercati e di molti negozi.

– I prodotti farmaceutici israeliani della azienda THEVA, che tanto in Italia quanto in Francia ha acquisito una posizione dominante nel mercato dei farmaci generici e da banco.

– I prodotti cosmetici del gruppo L’OREAL, già oggetto di boicottaggio per i test effettuati sugli animali. Oltre ad essere uno dei maggiori investimenti israeliani, il gruppo L’OREAL commercializza prodotti realizzati con materiali provenienti dai territori palestinesi occupati, come i Sali del Mar Morto.

– I prodotti dell’azienda LAVAZZA, da oltre due decenni leader nel mercato israeliano del caffè, delle macchine per bar e uffici, dell’architettura e dell’arredamento dei locali, attraverso la ditta israeliana Gils Coffee Ltd. Il boicottaggio della Lavazza è raccomandato anche dall’organizzazione pacifista israeliana Gush Shalom e dalla Coalizione delle Donne per la Pace israeliana, anche per il legame diretto fra la Lavazza stessa e la Eden Springs Ltd., azienda israeliana che dal 2002 detiene i diritti per la distribuzione delle macchine per il caffè e delle capsule di caffè “Lavazza – Espresso Point”. La Eden Springs imbottiglia e distribuisce l’acqua delle Alture del Golan, territorio siriano occupato e colonizzato illegalmente da Israele dal 1967.

La Campagna Italiana BDS chiede, inoltre, la revoca delle collaborazioni in essere fra alcuni enti locali e lo Stato di Israele, a partire dal progetto “Saving children”, con il quale la Regione Toscana, attraverso l’israeliana Fondazione Peres, finanzia la sanità israeliana per … curare i bambini palestinesi feriti dagli stessi Israeliani! Analogamente, denunciamo l’accordo di cooperazione tecnologica, in essere dal 2007, fra la Regione Lazio e il centro industriale israeliano Matimop, accordo del quale chiediamo la revoca. Chiediamo alle istituzioni accademiche ed ai singoli dipartimenti e docenti di sospendere a loro volta ogni rapporto con le università israeliane, in solidarietà con le università palestinesi cui l’occupazione impedisce da anni di portare avanti i propri programmi.

Invitiamo, infine, a boicottare ogni forma di turismo verso le località israeliane.

*****

Il nostro appello è rivolto a chiunque, individuo o associazione, intenda dare il suo contributo al raggiungimento di una pace giusta in Medio Oriente, attraverso il riconoscimento dei legittimi diritti del popolo palestinese, sanciti da decine di risoluzioni delle Nazioni Unite, sistematicamente ignorate dallo Stato di Israele; l’adesione alla Campagna Italiana BDS è dunque aperta e ci auguriamo di vedere la partecipazione di tutti gli uomini e le donne che sostengono la lotta di liberazione del popolo palestinese e la necessità della fine dell’apartheid israeliano. Per favorire il maggior livello di partecipazione e di iniziativa, la Campagna si articola attraverso comitati locali BDS.

http://bdsmovement.net/
http://www.boicottaisraele.it/files/index.php

DOCUMENTO DEL 2005

Appello unitario palestinese per il BDS contro Israele
L’appello della società civile palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni verso Israele

Appello della Società Civile Palestinese al boicottaggio, al ritiro degli investimenti e all’applicazione di sanzioni contro lo stato di Israele fino a quando non rispetterà il Diritto Internazionale ed i Principi Universali dei Diritti dell’Uomo

Un anno dopo lo storico parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che ha giudicato illegale il Muro costruito da Israele nei territori Palestinesi occupati, Israele continua la costruzione del Muro coloniale in totale disprezzo della decisione della Corte. Dopo 38 anni di occupazione della Cisgiordania Palestinese (compresa Gerusalemme Est), della Striscia di Gaza e delle alture siriane del Golan, Israele continua a espandere le colonie ebraiche. Israele si è annessa unilateralmente Gerusalemme-Est occupata e le alture del Golan e sta ora di fatto annettendosi per mezzo del Muro parti importanti della Cisgiordania.
Israele si sta anche preparando – all’ombra del suo previsto ritiro dalla Striscia di Gaza – a costruire e espandere le colonie nella Cisgiordania. Cinquantasette anni dopo che lo Stato di Israele è stato costituito sulla terra ripulita etnicamente dei suoi proprietari palestinesi, una maggioranza di palestinesi sono profughi, molti dei quali senza una nazione. Inoltre, il rafforzato sistema israeliano di discriminazione razziale contro i suoi cittadini Arabo-Palestinesi rimane intatto.
Alla luce delle sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, e dato che, dal 1948, centinaia di risoluzioni dell’ONU hanno condannato le politiche coloniali e discriminatorie di Israele come illegali e sollecitato immediati, adeguati e effettivi rimedi, e dato che tutte le forme di intervento internazionale e di peace-making hanno fino ad ora fallito nel convincere o forzare Israele a rispettare le leggi umanitarie, i diritti umani fondamentali e a porre termine alla occupazione e all’oppressione del popolo palestinese, e In considerazione del fatto che persone di coscienza nella comunità internazionale si sono storicamente prese la responsabilità morale di combattere l’ingiustizia, come esemplificato dalla lotta per l’abolizione dell’apartheid in Sud Africa attraverso diverse forme di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni; Inspirati dalla lotta dei Sudafricani contro l’apartheid e nello spirito di solidarietà internazionale, coerenza morale e resistenza all’ingiustizia e all’oppressione, Noi, rappresentanti della società civile palestinese, chiediamo alle organizzazioni internazionali della società civile ed alle coscienze degli uomini di tutto il mondo di imporre ampi boicottaggi e realizzare iniziative di disinvestimento contro Israele simili a quelle applicate al Sud Africa nel periodo dell’apartheid. Noi facciamo appello a voi perchè facciate pressione sui vostri rispettivi stati per imporre embargo e sanzioni contro Israele. Noi invitiamo anche gli israeliani di buona volontà a sostenere questa richiesta, nell’interesse della giustizia e di una pace effettiva.
Queste misure punitive non-violente dovrebbero essere mantenute fino al momento in cui Israele fa fronte ai suoi obblighi di riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese all’autodeterminazione e di rispettare completamente le norme del diritto internazionale:

• Ponendo termine alla occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellando il Muro

• Riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza

• Rispettando, proteggendo e promovendo i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dell’ONU

Questo appello è stato sottoscritto da oltre 170 organizzazioni (partiti politici, sindacati e associazioni) che rappresentano in modo integrato le tre parti del popolo Palestinese: i profughi palestinesi, i palestinesi sotto occupazione e i palestinesi cittadini di Israele.

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24 11 2009
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