Cresce del 44,6% la “tassa sugli imbecilli”

18 11 2009

AOSTA – “Nei primi dieci mesi del 2009 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse legalizzati del 44,6%. Rispetto allo stesso periodo precedente sono stati lasciati sul tavolo da gioco 812 mln in più.” La conferma arriva da uno studio presentato oggi a Saint – Vincent da Contribuenti.it che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del gioco d’azzardo legalizzato, detto anche nell’antica Roma, la “tassa degli imbecilli”.

In Italia, nonostante il gioco d’azzardo sia una dipendenza ufficialmente riconosciuta dalle comunità psichiatriche, non viene percepita come tale dallo Stato, al pari di altre dipendenze quali la droga o l’alcol perché la tassa sui giochi serve a rimpinguare le casse del nostro bel Paese.
La “tassa degli imbecilli”, vera e propria tassazione legalizzata, inventata argutamente dagli imperatori romani, è divenuta negli ultimi anni lo strumento più semplice e veloce per far cassa ad ogni costo, depauperando inconsapevolmente i patrimoni dei contribuenti italiani.
Anche i minorenni partecipano alla tassazione: sono passati nell’ultimo anno da 860 mila unità a 1,8 milioni.
Per arginare tale fenomeno, Contribuenti.it chiede misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato, pari a quella sul divieto delle sigarette nei luoghi pubblici, la diminuzione dell’offerta di lotterie, il divieto del gioco d’azzardo on line, nei bar e nelle tabaccherie, l’aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili.
“Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani – non di certo quello di indurli a giocare al poker o alle slot machines, depauperando il patrimonio che potrebbe essere impegnato per rilanciare l’economia”.
“Urge una regolamentazione immediata dei giochi legalizzati anche per rilanciare la ripresa economica che è in atto – conclude Carlomagno – Servono misure reali di sostegno ai consumi che vadano in un’unica direzione, come l’aumento delle tredicesime o la diminuzione dell’acconto sulle imposte. I risparmi degli italiani devono entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali”.

L’ufficio stampa

FONTE: Contribuenti.it

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