L’illusione del nation building

1 12 2009

Nel ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino gli Usa stanno perdendo la guerra in Afghanistan, un paese che indirettamente contribui’ al crollo della cortina di ferro. Negli anni ottanta i mujahiddin afgani combatterono il jihad antisovietico proprio come oggi le forze della coalizione occidentale danno battaglia ai taliban e ad Al qaeda. Nel febbraio del 1989, dopo una lunga ritirata, gli ultimi sovietici uscirono dall’afghanistan, pochi mesi prima dell’implosione del sistema sovietico. Senza quella sconfitta, oggi forse non potremmo festeggiare i vent’anni della fine della guerra fredda. Ma oggi l’afghanistan determina ancora il nostro futuro.

E, paradossalmente, il cimitero di una superpotenza e’ diventato il campo di battaglia dell’altra, cioe’ degli stati uniti, che finanziarono i mujahiddin insieme ai sauditi e che hanno usato questo paese cosi’ ostile per sconfiggere i sovietici.
Le analogie tra le due guerre sono molte. I generali sovietici non facevano che chiedere piu’ uomini per controllare quel territorio, dove la moderna macchina da guerra non funzionava. Le armade americane sono di fronte allo stesso problema: le consuete tattiche belliche non danno i risultati sperati e ogni vittoria porta con se altrettante illusioni.

Come scoprirono a suo tempo i generali sovietici, in afghanistan e’ del tutto inutile conquistare un villaggio, perche il giorno dopo i terroristi riprendono il controllo delle sue strade. i talibani sono sfuggenti come i mujahiddin: la sera svaniscono sulle montagne e la mattina sono li che sparano di nuovo.
Le due guerre si somigliano anche sotto il profilo geografico. durante il jihad antisovietico gran parte dei combattimenti si svolse nel sud dell’afghanistan, verso il confine con il pakistan, dove i mujahiddin si rifugiavano per sfuggire ai sovietici. Oggi i taliban e al qaeda hanno il loro quartier generale a Quetta, in belucistan. La maggior parte dei morti sovietici cadde nelle province di kandahar e di helmand. Ma la somiglianza piu’ clamorosa e’ sull’obiettivo finale: trasformare l’afghanistan in un paese amico. Uno stato satellite dell’universo sovietico vent’anni fa, una democrazia occidentale oggi. Fino alla caduta del muro gli Usa si erano mossi con cautela nell’esercizio di nation building. Due tentativi (germania, giappone) erano andati bene, anche se washington ha davvero compiuto il suo compito nel 90 con la riunificazione tedesca. La caduta del muro aveva dimostrato che la democrazia era esportabile. Forse, dopo aver visto gli europei fare a pezzi il muo a mani nude, la casa bianca si era convinta che la democrazia era l’arma piu’ potente di cui disponeva. Questo spiegherebbe perche, dagli anni novanta in poi, il passatempo preferito di washington sia diventato il nation building.

Da uno studio condotto dalla Rand corporation nel 2003 risulta che sulle 55 operazioni di pace organizzate dagli usa dal ’45,  41 sono successive all’89. gli interventi di washington sono sempre stati seguiti da iniziative di nation building, ma il bilancio e’ pessimo. Dalla somalia nel 93, al ruanda, la bosnia e il kosovo, ogni volta gli usa hanno guidato un intervento di portata piu’ vasta e piu’ ambizioso del precedente.

George W. Bush ha criticato i tentativi di diffondere la democrazia di Clinton, ma dopo l’11 settembre si e’ impegnato in un importante e ambizioso progetto di nation building in afghanistan e iraq. NEssun presidente americano eletto dopo la guerra fredda, compreso Obama, ha capito che l’elemento principale del nation building non e’ la ricostruzione economica, ma la trasformazione politica. Cosi’ gli americani stanno facendo gli stessi errori dei sovietici. In somalia, ad haiti, in afghanistan washington non e’ riusita a insediare governi democratici, perche tutti e tre i paesi sono lacerati da divisioni etniche, socioeconomiche o tribali. Quanto all’afghanistan, sembra proprio che la democrazia di stampo occidentale sia il modello sbagliato da applicare. L’urss e’ crollata a causa dell’obsolescenza del modello economico e politico su cui poggiava. I sovietici non sono riusciti a modernizzarsi. Quanto agli Usa, corrono lo stesso rischio se la loro modernizzazione si fermasse all’elezione di Obama. Avrebbero bisogno di un’idea nuova su come portare pace e benessere in un altro paese.

Fonte internazionale

loretta napoleoni

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: