Processi a rischio nel paese fuorilegge

10 12 2009

Se vivete in Italia e state pensando di commettere un reato come picchiare i vostri figli o falsificare i libri contabili, presto la legge potrebbe non essere piu’ un ostacolo.  Se il parlamento italiano dovesse approvare il disegno di legge presentato in senato il 12 novembre, potreste commettere un reato, anche grave, e ragionevolmente aspettarvi di non essere condannati. La proposta di legge del governo Berlusconi prevede che le accuse contro gli imputati cadano se non viene emessa una sentenza dopo due anni dall’inizio del processo. Lo stesso limite di due anni si applicherebbe ai diversi gradi di giudizio previsti dal sistema italiano. Quindi bisognerebbe arrivare alla sentenza definitiva entro sei anni.

I tribunali italiani sono sommersi di lavoro, sottofinanziati e notoriamente inefficienti. Le possibilita’ di arrivare a una sentenza in meno di 24 mesi sono poche. La legge si applicherebbe anche ai processi in corso, ma non riguarderebbe gli imputati recidivi, i reati che prevedono pene superiori ai dieci anni di carcere e crimini gravi come mafia e terrorismo.

Secono l’Associazione nazionale magistrati gli effetti della legge sarebbero devastanti. Potrebbero essere cancellati piu’ di centomila processi. Il processo breve avrebbe effetti anche all’estero perche potrebbe applicarsi a reati come le violazioni del copyright, il commercio di prodotti contraffatti e le frodi sui fondi europei. Potrebbe essere annullato anche il processo Parmalat, una truffa che ha coinvolto vittime italiane e straniere.

Questo disegno di legge sembra una follia, ma non dal punto di vista di Berlusconi. A ottobre la corte costituzionale ha bocciato la legge che assicurava alle quattro piu’ alte cariche dello stato l’immunita’ dai procedimenti penali. Berlusconi e’ imputato in due processi, uno per frode fiscale, l’altro per corruzione in atti giudiziari. Se la proposta diventasse legge, cancellerebbe entrambi. La corte costituzionale potrebbe opporsi anche a una legge simile. Ed e’ sempre piu’ concreta la possibilita’ che il presidente del consiglio dedichi alle battaglie legali il resto del suo mandato. Trascurando problemi piu’ importanti, come le misure per far uscire il paese dalla recessione o le riforme economiche e sociali.

Gli alleati di Berlusconi sostengono che la riforma rendera’ i tempi della giustizia piu’ rapidi. Secondo il promotore del ddl Gasparri, “se i magistrati lavorassero di piu’, i processi sarebbero piu’ rapidi”. Ma riconosce anche che avrebbero bisogno di piu’ risorse e promette un aumento dei fondi destinati ai tribunali nel bilancio 2010. Anche se questa promessa fosse mantenuta, servirebbero anni per rimediare a decenni di abbandono del sistema giudiziaro italiano. Nel frattempo, se Gasparri e BErlusconi continueranno su questa strada, l’Italia potrebbe diventare un paese ancora piu’ fuorilegge.

Fonte The Economist, UK

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