A scuola di cannabis

21 12 2009

In classe non si fuma. Ma si passa molto tempo ad annusare, a discutere sui metodi di inalazione e stabilire qual’e’ la pianta migliore. Benvenuti all’universita’ della marijuana di DEtroit. Qui, guidati da orticoltori, medici e avvocati, gli studenti imparano a coltivare le piante e a proteggerle da usi illeciti. Il Med-Grow cannabis college e’ stato inaugurato di recente, dopo che, a novembre del 2008, lo stato del Michigan ha legalizzato l’uso della droga a fini terapeutici. “coltivare la cannabis in giardino per fumarla con gli amici e’ un conto”, dice Nick TEnnant, uno dei fondatori del college. “Ma se l’uso e’ a scopo terapeutico, bisogna saper riconoscere le varieta’ e le caratteristiche di ogni specie. Il processo di coltivazione e’ complesso. Se si lavora bene si possono fare molti soldi”. L’istituto rilascia ogni mese piu’ di mille certificati a consumatori e coltivatori del Michigan. La retta del corso e’ di 475 dollari per sei lezioni serali.

La maggior parte degli iscritti usa la marijuana per alleviare il dolore o assiste persone sofferenti. C’e’ anche un prete che gestisce una clinica per malati di Aids. Poi ci sono i ragazzi come Ryan Hasbany, 20 anni, studente di economia e commercio: “mio padre e’ un medico di base e rilascia tessere per il consumo di marijuana a scopi terapeutici. C’e’ molta gente che la usa. La coltivazione legale della cannabis potrebbe diventare un’attivita’ che rende bene. I prezzi al dettaglio sono altissimi”. La marijuana per uso medico in Michigan si vende a 250 dollari l’oncia (circa 6 euro al grammo).

Hasbany sostiene di saper gia riconoscere perfettamente la qualita’ delle sue piante.”fumo spinelli abitualmente. L’ultimo anno di liceo almeno un quarto dei miei compagni di classe fumava”. PEr ottenere il certificato di coltivatore deve aspettare di compiere 21 anni, ma intanto vuole imparare il mestiere. Il Michigan e’ il quattordicesimo stato americano a legalizzare la marijuana per scopi terapeutici. All’inizio di novembre in Oregon e’ stato inaugurato il primo marijuana cafe’ degli Usa, mentre il Colorado ha introdotto una tassa sulla vendita’ della cannabis. Ad aprire la strada della legalizzazione e’ stata la California, nel 1996. Oggi anche a Washington l’approccio sta cambiando: il 19 ottobre il dipartimento di giustizia ha stabilito che chi usa la marijuana per scopi terapeutici nei 14 stati in cui la legge lo consente, non puo’ essere messo sotto accusa dalle procure federali.

La prima lezione della serata al Cannabis college e’ tenuta da un medico che vuole essere citato con lo pseudonimo di dottor Powell. Powell elenca le caratteristiche dei pazienti che possono ottenere un certificato per l’uso della marijuana: si va dai malati di cancro e aids, a pazienti che soffrono di dolori cronici di diversa origine. “per esempio, in seguito a un intervento alla spina dorsale o per ferita d’arma da fuoco”. Secondo Powell i malati che soffrono non rischiano la dipendenza, mentre i consumatori abituali di cannabis dovrebbero trovare un’alternativa al fumo. Il corso infatti comprende un laboratorio di cucina, con ricette che vanno dalle torte all’hashish al sushi alla marijuana.

L’insegnante di orticoltura e’ ancora piu’ restio del medico a lasciarmi usare il suo vero nome. “potrebbero chiedertsi come mai so coltivare questa roba”, spiega. “lo faccio da molto tempo prima che diventasse legale”. Come molti suoi colleghi, l’insegnante di orticoltura e’ anche un consumatore. Ha ottenuto il certificato per l’uso terapeutico in seguito a un grave incidente sportivo. Aptre due grandi porte bianche che occupano una parete della classe: dietro, in un’ampia nicchia illuminata rivestita di carta argentata, ci sono le piantine. L’insegnante spiega le differenze tra le coltivazioni in terra e al chiuso, i segreti dell’illuminazione  e della potatura. E raccomanda l’uso degli apparecchi generatori di ozono per coprire gli odori: “e’ meglio che i vicino non si accorgano di niente”.

Sul muro c’e’ un grafico che illustra le varieta’ di marijuana, gli effetti sulle diverse malattie e i sapori caratteristici. “c’e’ la cannabis che ti fa parlare per ore e quella che ti fa accasciare sul divano, ma non sono un buon rimedio se si vuole continua e a lavorare”, spiega l’orticoltore. “andare incontro alle esigenze delle persone e’ importante e puo’ essere molto redditizio”.

Chris Mcgreal, the guardian

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