Menzogne sugli inceneritori e la gente muore

7 01 2010

Le affermazioni dell’oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime. Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. Per occultare le nuove fabbriche di tumori. Credo che sia opportuno che un magistrato (sicuramente almeno uno leggerà il blog) proceda di ufficio per accertare la verità. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

“Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
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Roma, 13 febbraio: NO VAT 2010

7 01 2010

Il 13 Febbraio 2010 per il quinto anno scendiamo ancora in piazza contro il Vaticano per denunciarne l’invadenza nella politica italiana: è infatti uno degli attori che agiscono nelle complesse dinamiche di potere sottese a un sistema autoritario e repressivo.

L’11 febbraio 1929 i Patti Lateranensi sancivano la saldatura tra Vaticano e regime fascista, oggi le destre agitano il crocefisso per legittimare un ordine morale in linea con l’ integralismo delle gerarchie vaticane, lo strumentalizzano per costruire un’identità nazionale razzista e una declinazione della cittadinanza eterosessista e familista. Da una parte le destre criminalizzano immigrate ed immigrati, istigano a una vera “caccia all’ uomo”, li/le rappresentano come la concorrenza nell’accesso alle risorse pubbliche mentre nessuno affronta il problema di un welfare smantellato e comunque disegnato su un modello sociale che non c’è più. D’altra parte la chiesa cattolica legittima esclusivamente questo modello di società, basato sulla famiglia, sulla divisione dei ruoli sessuali, dove un genere è subordinato all’altro e lesbiche, gay e trans non hanno alcun diritto di cittadinanza.
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Miracolo Aquilano

7 01 2010




“Legato e picchiato in caserma”, Milano, carabinieri sott’accusa

31 12 2009

MILANO – Le mani legate dietro la schiena. La bocca incerottata con il nastro da pacco. Costretto a inginocchiarsi a terra. Poi giù botte. Pugni, manganellate. Il pestaggio prosegue anche quando l’uomo sta quasi per soffocare, perché il sangue che perde dalla bocca non può uscire. È il 12 agosto 2009.

In una stanza della caserma di via Montebello, sede del comando del nucleo radiomobile dei carabinieri, è notte fonda. L’uomo inginocchiato si chiama Luciano Ferrelli, 36 anni, originario di Foggia. Qualche precedente per droga, è stato l’autista-factotum di Giuseppe Aronna, il dentista dei vip con studio in via Montenapoleone arrestato nel 2007 – in manette anche Ferrelli – per una storia di carte di credito rubate e riutilizzate (venivano strisciate sul “pos” del professionista e trasformate in moneta sonante). Bene inserito nella Milano dei locali notturni, poi il declino personale, segnato soprattutto dall’abuso di sostanze stupefacenti.
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L’Aquila, il far west dei subappalti

30 12 2009

Il governo non applica gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose previsti dal decreto Abruzzo. Ecco come il cratere del sisma è divenuto una zona franca.

inchiesta di Angelo Venti
Da settembre le forze dell’ordine scoprono 132 ditte non in regola. Un’ordinanza per coprire le irregolarità nei subappalti all’interno dei cantieri del piano C.a.s.e. è l’ultimo caso scandaloso di esercizio di potere perpetrato dalla Protezione civile. Il 12 novembre scorso il dipartimento diretto da Guido Bertolaso emana l’ennesima ordinanza sull’emergenza terremoto in Abruzzo, la n. 3820. Tra le pieghe del provvedimento si nasconde il comma 1 dell’art.2 con cui di fatto si elimina retroattivamente il reato di «subappalto non autorizzato», un colpo di spugna che rende inutilizzabili le prove già raccolte dalle forze dell’ordine su almeno 132 subappalti sospetti.

Ma vediamo cosa sta succedendo nel cratere del sisma del 6 aprile con la gestione Bertolaso degli appalti aquilani. Con il decreto legge n 39 del 28 aprile, noto come Decreto Abruzzo, si fissano numerose deroghe alla legge nazionale degli appalti, tra cui l’aumento dal 30 al 50 per cento delle opere che le imprese capofila potranno subappaltare. Su questa base il dipartimento indice la gara per realizzare i 4.700 alloggi del Progetto C.a.s.e. Appalti che vengono assegnati a un numero ristretto di ditte.
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Meno male che l’Europa c’e’

30 12 2009

L’Aquila 24 Novembre 2009
Il Centro di sabato 21 novembre riportava la notizia della firma a Bruxelles dell’accordo del sottosegretario Bertolaso con il commissario europeo: con questa firma è stata confermata la concessione di aiuti pari a 493,7 milioni di euro.
Come è noto, la somma, esattamente pari a 493.771.159 euro, è stata mobilitata dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, istituito nel 2002 con l’obiettivo di permettere alla Comunità di affrontare situazioni di emergenza in maniera rapida, efficace e flessibile.

La somma è stata così impegnata:
50 milioni di euro per emergenza, ricerca e salvataggio;
350 milioni di euro per il progetto C.A.S.E.;
93, 7 milioni di euro per 2.000 alloggi temporanei per gli abitanti dei 53 Comuni, nonché 34 edifici scolastici temporanei.

Il costo del progetto C.A.S.E., come pubblicato sul sito della Protezione Civile con aggiornamento al 3 novembre , è il seguente:
819.320.194 euro il costo complessivo del Piano C.A.S.E.
700 milioni stanziati dal decreto Abruzzo di cui 400 per il 2009 e 300 per il 2010;
40 milioni provenienti dalle donazioni
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Aggressione a Silvio Berlusconi – Un nuovo clamoroso particolare.

28 12 2009