Grande Fratello e Casa Pound: chi c’è dietro? -bufala-

20 11 2009

Indymedia Lombardia
Casapound al Grande Fratello

La storia è a tratti paradossale, ma inqiuetante oltre misura.
Conosciamo tutti l’interesse perverso di CASAPOUND ( i fascisti del terzo millennio capitanati da Gianluca Iannone) per ogni vetrina mediatica.
Ma la trasmissione Grande Fratello è il loro feticcio accarezzato più e più volte. Eclatante fu il loro assalto (quando ancora erano all’interno della Fiamma Tricolore) alla “Bolla” della precedente edizione di questa idiota trasmissione targata Mediaset. Il risalto mediatico fu enorme e la visibilità per il loro inutile progetto del Mutuo Sociale raggiunse i massimi livelli.
Non si parlo d’altro per alcuni giorni. Servizi su ogni TG
nazionale furono il funzionale megafono alle gesta di questi quattro squadristi targati Mediaset. Non avevamo dubbi che anche quest’anno avrebbero provato il colpo di teatro, anche perchè è chiaro che i loro agganci istituzionali legati al mondo del loro padrone Silvio Berlusconi si sono saldati oltremodo nel corso di questo anno politico.
Ma la svolta, come si nota dalla direttiva del loro capo Gianluca Iannone sullo spazio riservato alle comunicazioni interne che devono rimanere segrete ( inutile sforzo cari fasci ) , si è avuta dopo l’incontro con Marcello Dell’Utri avvenuta nello scorso settembre.
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Gay? Magari!

20 11 2009

foto di Indra Galbo

Ovvero (se sei etero) la miglior risposta che potresti dare se per strada ti danno dell’omosessuale.

Che vita triste per i maschi eterosessuali! Cosi convinti della bellezza della propria mentalità penecentrica che non riescono a vedere tutto il resto.

I fatti degli ultimi mesi, sparsi in tutta Italia, hanno fatto riaffiorare un problema mai risolto in Italia: l’omofobia. Le molotov contro locali frequentati da gay, le aggressioni per strada, l’intolleranza nei posti di lavoro, l’immobilità delle istituzioni, stanno ricreando un clima da caccia alle streghe. Non sarebbe sbagliato dare anche una connotazione politica a questi eventi, ma fare solo questo potrebbe essere alquanto riduttivo in quanto lascerebbe l’analisi su un livello alquanto superficiale. Se invece tentiamo di dare una spiegazione psicoanalitica a questi eventi potremmo individuare alcuni elementi caratteristici assai interessanti.

Quando non parliamo di intolleranza violenta una delle frasi più comuni è “io non sono contro i gay, però…” (che può essere ripresa anche per gli immigrati): dietro quel “però” risiede la fobia che potrebbe essere tranquillamente la rimozione di un’idea, di un desiderio o di un impulso istintivamente inaccettabile.
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L’otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri

17 11 2009

ROMA – Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L’elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell’Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.
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Testimonianze da Gaza …

28 10 2009


e’ questa la tregua israeliana? e’ pulizia etnica? e’ genocidio? e’ olocausto? e’ apartheid? giudicate voi …
VERGOGNA! CHI DIFENDE I SIONISTI E’ CRIMINALE COME LORO!





Una proposta per la crisi …

27 10 2009

L’Italia è stupenda. Sicuramente lo sapete già. Ma, nonostante tutte quelle meraviglie naturali e culturali, in Italia il turismo non va così a gonfie vele come potrebbe. L’anno scorso il numero dei visitatori nel paese è diminuito del 2%. La crisi ne è stata in gran parte la causa. Ma, secondo il ministro del turismo, Michela Brambilla, anche l’esportazione delle storie sugli scandali del premier e sullo stato in cui versa la democrazia italiana hanno nuociuto molto al turismo.

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Boicottaggio di prodotti israeliani in Inghilterra

16 10 2009

L’11 di Ottobre a Londra dentro a un supermercato Sainsbury in Cromwell Street, West London – si è svolta una manifestazione di boicottaggio dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane, che vengono venduti nei supermercati Sainsbury e nelle maggiori catene di supermercati in inghilterra.

da associazionezaatar.org

ecco il video





IL MACCARTISMO MADE IN ITALY

8 10 2009

Come un pensiero di 50 anni fa può risorgere nel 21esimo secolo? (E soprattutto… mangiano ancora i bambini?)

Il 9 febbraio 1950 durante il celebre “discorso di Wheeling, il senatore repubblicano  del Wisconsin Joseph McCarthy tira fuori un pezzo di carta dichiarando di avere una lista di 205 sospetti comunisti operanti all’interno del Congresso. Il periodo era sicuramente uno dei più tesi nei rapporti tra URSS e USA e per questo anche le farneticanti dichiarazioni di un politico alcolizzato vennero prese sul serio dalla Casa Bianca.

La paura del comunista (o meglio definita come “paura rossa”) infiltrato nelle istituzioni statunitensi era alta anche in seguito all’emersione di alcuni casi di spionaggio e al crescente successo della Rivoluzione di Mao in Cina.

Con la sua figura predominante nei mass media dell’epoca, McCarthy potè accusare di simpatie rosse personaggi come Charlie Chaplin, Walt Disney e Arthur Miller.

Come possiamo intendere uno dei suoi maggiori punti di forza era l’influenza che il senatore aveva sul mondo del giornalismo e in generale sulla stampa.

In Europa il termine “maccartismo” ebbe scarso eco in quanto la presenza di partiti comunisti arginò questo movimento. Arginare non significa però il permettere una diffusione endemica di tale paura in determinati periodi storici ed in presenza di determinati personaggi.

L’Italia dei due governi Berlusconi, per quanto sociologicamente e politicamente imparagonabile all’America del dopoguerra, presenta inequivocabili e diffusi tratti di maccartismo spicciolo e di basso profilo: queste ultime due connotazioni sono tali in quanto mentre negli Stati Uniti questo “termine” avrebbe potuto avere anche una seppur minima giustificazione (mantenimento del sistema capitalistico, di un determinato sistema politico e paura della Russia), nell’Italia post 1994 questo sentimento si ritrova in ogni discorso  del Presidente del Consiglio con una chiara allusione non solo ai comunisti ma in generale a tutto lo schieramento politico di centro-sinistra. A parte ciò in questa Italia si può riscontrare una importante analogia con il fenomeno statunitense ossia il rapporto con i media. Le proprietà di Berlusconi in questo ambiente, ed il clima intimidatorio che ha creato nei confronti dei media che non possiede, rendono del tutto simile e particolarmente evidente la presenza di una paura verso il rosso (senza distinguerne la tonalità).

Il maccartismo di casa nostra rientrerebbe quindi in quella ben più vasta operazione di strategia della paura e di abbassamento e livellamento del già basso livello culturale e cognitivo dell’opinione pubblica e del cittadino medio italiano.

Ciò che nel Belpaese risulta particolarmente preoccupante è che, paradossalmente, anche all’interno dei principali partiti di opposizione sono presenti elementi, seppur velati, di maccartismo come se i comunisti in Italia avessero storicamente perseguito una linea politica stalinista. Ciò che traspare è che all’interno dell’opposizione parlamentare si faccia a gara a chi si distacca più dai comunisti creando un clima inspiegabile nei confronti degli elettori e facendo apparire l’opposizione “rossa” un elemento peggiore del centro-destra.

Questo appare inspiegabile in quanto a parte la storica critica al capitalismo ed al liberismo nelle sue svariate forme, il comunismo (soprattutto quello dei partiti europei) si è molto rinnovato negli ultimi 10-15 anni: sono cambiati gli elementi di crisi nella società e sono cambiate le forme di lotta su tematiche quotidiane (precarietà, difesa dello stato sociale, diritti civili, lotta all’omofobia, etc…).

Se volessimo azzardare una teoria “cospirazionista” potremmo dire che, da i dati che abbiamo, il maccartismo all’italiana potrebbe essere considerato un elemento di un ben più vasto disegno politico atto a livellare la maggioranza e l’opposizione di turno su posizioni più simili possibili al fine di cercare di non disperdere voti. Un piccolo fondamento su questa analisi lo potremmo avere se analizziamo, ad esempio, le percentuali di voti che il partito della Rifondazione Comunista aveva quando stava all’interno del Parlamento (sia prima che durante l’ultimo governo Prodi): queste si attestavano tutte tra il 5% ed il 9% (a seconda degli anni, del tipo di elezioni e delle circoscrizioni elettorali). Poi ci fu la poco proficua scelta di costituire la Sinistra Arcobaleno che non ottenne alcun seggio in Parlamento anche a causa della soglia di sbarramento del 4% della legge elettorale firmata Calderoli (e soprannominata da lui stesso Porcellum). Ma la cosa più incredibile è che il PD abbia votato a favore di un referendum elettorale nel giugno 2009 che avrebbe permesso di instaurare un presidenzialismo del quale in Italia faremmo volentieri a meno e che avrebbe sostanzialmente impedito a qualsiasi partito al di fuori di PD e PDL di avere una rappresentanza significativa in termini di seggi.

Potrebbe essere un’evoluzione del maccartismo? Probabilmente si ma il solo cospirazionismo storicamente ha vita breve, mentre la sete di potere è un comune denominatore di tutte le epoche storiche.

Indra Galbo