Islamabad: americani vestiti da afgani presi con armi illegali ed asplosivi

3 11 2009

ISLAMABAD – quattro cittadini americani sono stati colti sul fatto dalla polizia nelle prime ore di Martedì nell’atto di fotografare edifici sensibili. Tutti e quattro erano vestiti in abiti tradizionali afghani e sono stati trovati ad essere in possesso illegale di armi ed esplosivi.
Secondo i dettagli, forniti dal personale di polizia schierato qui a Nawaz Chowk, settore F-8, sono stati intercettati due veicoli sospetti nelle prime ore di Martedì. Durante la perquisizione, la polizia ha recuperato le armi in loro possesso. I conducenti di questi veicoli sono stati identificati come cittadini americani. Erano tutti vestiti come degli afgani.
Le targhe su entrambi i veicoli (IDM 2030 & LG 501) sono risultate essere false. Successivamente sono stati chiamati rinforzi in seguito al rifiuto, da parte degli americani, di perquisire le automobili. Funzionari di alto rango  della polizia hanno raggiunto il sito in pochi minuti e, cercando nei veicoli, hanno recuperanto 2 M-16, 1 fucile, 2 pistole e 2 bombe a mano.

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Blackwater

1 09 2009

La Blackwater Worldwide, già conosciuta come Blackwater USA, è una compagnia militare privata fondata nel 1997 da Erik Prince, un ex-Navy SEAL erede di una ricca fortuna di famiglia.
È considerata una delle più importanti PMC (Private Military Company) del mondo, con ruoli di primo piano come security contractor in Iraq per conto dell’Amministrazione Statunitense. In particolare, è il principale contractor del Dipartimento di Stato, cui fornisce quasi 1000 operatori di sicurezza (quasi tutti ex-militari), prevalentemente assegnati ad operazioni di protezione del personale diplomatico in teatro di guerra. Oltre alle attività di protezione diretta, gli operatori della Blackwater forniscono diversi tipi di supporto tecnico e logistico specializzato.

La Blackwater dispone, presso la sua sede di Moyock in North Carolina, di un’enorme area addestrativa (attrezzata con numerosi poligoni e strutture speciali di allenamento) di 7.000 acri, dove ogni anno vengono addestrati o perfezionati circa 35.000 operatori di sicurezza (contractors, militari, agenti di polizia di numerosi Stati degli USA). Le attività addestrative sono ritenute di altissimo livello professionale, e sono caratterizzate dall’estremo realismo degli scenari esercitativi [1].

Nel 2004 l’uccisione e lo scempio dei cadaveri di 4 operatori di sicurezza della Blackwater in un’imboscata a Falluja spinse le forze militari statunitensi ad avviare un’ampia operazione per riprendere il controllo militare sulla città (“Battaglia di Falluja”). Nelle settimane successive all’evento, comunque, le famiglie degli operatori uccisi denunciarono la Blackwater per le numerose anomalie delle procedure operative a cui avevano costretto i loro congiunti, sacrificando la sicurezza ad interessi di “economizzazione” delle operazioni [2].

La Blackwater ha subito inoltre pesanti critiche rispetto alle politiche operative estremamente aggressive tenute dai propri agenti in Iraq; per garantire una forte cornice di sicurezza, i convogli della Blackwater usano abitualmente procedure tattiche preventive e dissuasive molto pericolose per la popolazione ed i passanti delle aree attraversate.

Il 16 settembre 2007, queste procedure hanno portato ad un incidente di fuoco a Baghdad in cui 17 iracheni (di cui almeno 14 civili innocenti) sono rimasti uccisi dal fuoco degli operatori della Blackwater. L’incidente ha generato numerose polemiche, ha condotto ad una revisione delle procedure operative imposte alla Blackwater dal Dipartimento di Stato, ed all’avvio di un’inchiesta del Congresso degli Stati Uniti, in cui sono state valutate anche altre denunce rispetto all’operato della Blackwater in Iraq ed Afghanistan.

fonte : wikipedia





Blackwater ancora sotto inchiesta

1 09 2009

Sulle azioni della Blackwater, soprattutto in Iraq, il giornalista di The Nation Jeremy Scahill ha scritto un libro nel 2007. Ora ha del nuovo materiale sull’esercito privato più potente del mondo.

Nel 2007, Prince e i suoi contractor vennero accusati di aver ucciso undici civili iracheni. Ma ora a metterlo nei guai sono due suoi ex dipendenti, che hanno rilasciato una serie di dichiarazioni giurate davanti a un tribunale della Virginia.

I due uomini accusano il proprietario della compagnia, Erik Prince, di aver ucciso o fatto uccidere alcune persone che stavano collaborando con le autorità federali che indagavano sull’operato della compagnia negli Stati Uniti. Inoltre i due sostengono che Prince “si ritiene un crociato cristiano che ha il compito di eliminare i musulmani e l’islam dalla Terra”. La Blackwater sarebbe anche coinvolta in un traffico di armi dagli Usa all’Iraq. Dove, tra l’altro, avrebbe mandato personale non adatto a una missione così delicata.

Jeremy Scahill presenta il suo lavoro sulla Blackwater.

fonte: http://www.internazionale.it





Dei mercenari sul libro paga della Cia

1 09 2009

Gli agenti privati della Blackwater erano stipendiati dai servizi segreti statunitensi. È l’ultimo capitolo della saga che riguarda la controversa società di contractors statunitense.

Secondo il New York Times, nel 2004 la Cia aveva assunto gli uomini della Blackwater integrandoli nei suoi piani segreti per localizzare e uccidere alcuni pezzi grossi di Al Qaeda.

Già a giugno il direttore della Cia, Leon Panetta, era stato costretto ad ammettere l’esistenza di progetti che prevedevano gli omicidi mirati di alcuni leader islamisti e che erano stati tenuti segreti anche al Congresso, anche se non sono mai diventati operativi. Anche l’ex vicepresidente Dick Cheney era finito sotto un fuoco di critiche dopo che si era scoperto che era stato lui a ordinare ai servizi segreti di non rivelare al congresso il programma antiterrorismo.

Ora altri sospetti contro la Blackwater, già accusata di aver ucciso undici civili iracheni e di aver ucciso o fatto uccidere altre persone negli Stati Uniti. Ora si aspetta che qualcuno metta la parola fine sull’esercito privato più potente del mondo.

fonte: http://www.internazionale.it