L’Aquila, il far west dei subappalti

30 12 2009

Il governo non applica gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose previsti dal decreto Abruzzo. Ecco come il cratere del sisma è divenuto una zona franca.

inchiesta di Angelo Venti
Da settembre le forze dell’ordine scoprono 132 ditte non in regola. Un’ordinanza per coprire le irregolarità nei subappalti all’interno dei cantieri del piano C.a.s.e. è l’ultimo caso scandaloso di esercizio di potere perpetrato dalla Protezione civile. Il 12 novembre scorso il dipartimento diretto da Guido Bertolaso emana l’ennesima ordinanza sull’emergenza terremoto in Abruzzo, la n. 3820. Tra le pieghe del provvedimento si nasconde il comma 1 dell’art.2 con cui di fatto si elimina retroattivamente il reato di «subappalto non autorizzato», un colpo di spugna che rende inutilizzabili le prove già raccolte dalle forze dell’ordine su almeno 132 subappalti sospetti.

Ma vediamo cosa sta succedendo nel cratere del sisma del 6 aprile con la gestione Bertolaso degli appalti aquilani. Con il decreto legge n 39 del 28 aprile, noto come Decreto Abruzzo, si fissano numerose deroghe alla legge nazionale degli appalti, tra cui l’aumento dal 30 al 50 per cento delle opere che le imprese capofila potranno subappaltare. Su questa base il dipartimento indice la gara per realizzare i 4.700 alloggi del Progetto C.a.s.e. Appalti che vengono assegnati a un numero ristretto di ditte.
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Meno male che l’Europa c’e’

30 12 2009

L’Aquila 24 Novembre 2009
Il Centro di sabato 21 novembre riportava la notizia della firma a Bruxelles dell’accordo del sottosegretario Bertolaso con il commissario europeo: con questa firma è stata confermata la concessione di aiuti pari a 493,7 milioni di euro.
Come è noto, la somma, esattamente pari a 493.771.159 euro, è stata mobilitata dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, istituito nel 2002 con l’obiettivo di permettere alla Comunità di affrontare situazioni di emergenza in maniera rapida, efficace e flessibile.

La somma è stata così impegnata:
50 milioni di euro per emergenza, ricerca e salvataggio;
350 milioni di euro per il progetto C.A.S.E.;
93, 7 milioni di euro per 2.000 alloggi temporanei per gli abitanti dei 53 Comuni, nonché 34 edifici scolastici temporanei.

Il costo del progetto C.A.S.E., come pubblicato sul sito della Protezione Civile con aggiornamento al 3 novembre , è il seguente:
819.320.194 euro il costo complessivo del Piano C.A.S.E.
700 milioni stanziati dal decreto Abruzzo di cui 400 per il 2009 e 300 per il 2010;
40 milioni provenienti dalle donazioni
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Aggressione a Silvio Berlusconi – Un nuovo clamoroso particolare.

28 12 2009




Primo anniversario di Piombo Fuso: Gaza è ancora devastata.

24 12 2009

Gaza – Infopal. Un giorno che non può essere cancellato dalla memoria del mondo intero. Aerei da guerra sfrecciano nel cielo e lanciano missili e bombe sulle sedi delle amministrazioni, sulle abitazioni e sui civili innocenti. Intere famiglie sterminate, case rase al suolo, esplosioni e urla di mamme e bambini… le sirene delle ambulanze che non smettono mai di suonare. Questa è la scena che si vive a Gaza a mezzogiorno del 27 dicembre 2008. Quel giorno, le forze di occupazione israeliane hanno perpetrato i crimini più incredibili e orrendi contro le persone e le cose. Quella data ha segnato infatti l’inizio dell’aggressione alla Striscia di Gaza (un fazzoletto di terra di appena 360 chilometri quadrati, lunga circa 40 km e larga appena 9) sotto falsi pretesti: l’eliminazione di Hamas, votato dal popolo palestinese, e la liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano catturato dai gruppi della Resistenza palestinese. Ma Hamas è rimasta dov’era e Shalit non è stato liberato.
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Senza soldi per le cure, visite solo pubbliche

23 12 2009

Curarsi costa. E in tempo di crisi economica e di caduta del reddito gli italiani cercano di risparmiare. Per farlo il 35% ha accettato lista di attesa più lunghe presso le strutture sanitarie pubbliche, il 18% ha rinviato le visite specialistiche private e le cure odontoiatriche. Di più: aumenta il ricorso alle scorciatoie delle «conoscenze» per poter più rapidamente accedere alle prestazioni sanitarie. Lo ha fatto il 41% degli abitanti del Mezzogiorno.
Per il Censis, che ieri ha resa pubblica una anticipazione del Rapporto sulla sanità nel 2009, che sarà presentato nei prossimi mesi , c’è il «rischio di un boom della domanda di prestazioni sanitarie pubbliche». Il che non sarebbe male se il trend non fosse causato dall’impoverimento della popolazione e se, al tempo stesso – al contrario di quanto previsto dalla finanziaria – maggiori risorse fossero investite sulla sanità pubblica.
Si è accennato che il 35% degli italiani, nell’ultimo anno, si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa più lunghe, (analisi, visite mediche, cure) che negli anni precedenti avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria. E la percentuale sale al 40% per gli anziani, al 41% nelle regioni del Centro e ad oltre il 47% tra i soggetti meno istruiti, senza titolo di studio o con la sola licenza elementare. Sono questi i soggetti che soffrono di più il rischio disoccupazione, caduta dei redditi e povertà.
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ITALIA – Immigrazione. Italia razzista e xenofoba per Human Right Watch

23 12 2009

Un clima generale di razzismo e xenofobia, inasprito dalle politiche legislative e di governo: il 2009, per gli immigrati in Italia, e’ stato un pessimo anno.
A sostenerlo e’ Human Right Watch, Ong internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. E che, in un rapporto intitolato ‘Slow Movement: Protection of Migrants Rights in 2009’, fa un resoconto sulle violazioni dei diritti dei migranti in numerosi Paesi del mondo.
Il rapporto punta il dito soprattutto contro i respingimenti ‘operati dall’Italia, a partire dallo scorso maggio, contro barche di migranti provenienti dalla Libia’. In una di queste azioni di ‘repressione’, il primo luglio 2009, la Ong riferisce che ‘funzionari italiani hanno usato bacchette che provocano scosse elettriche e manganelli’ contro i ‘boat-people’ e che alcuni persone a bordo dei barconi hanno riportato ‘lacerazioni alla testa, medicate prima che lasciassero le navi di soccorso italiane’.
Radiografando la situazione dell’immigrazione in Italia, Human Right Watch sottolinea che ‘le politiche di governo e la legislazione hanno inasprito un generale clima di razzismo e xenofobia’. E a finire nel mirino e’ la legge 94 del 15 luglio, secondo cui ‘gli immigrati privi di documenti sono punibili con una multa superiore ai 10 mila euro’. Non solo, con il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ ‘il premier Silvio Berlusconi, invece di scoraggiare le azioni dei vigilantes, ha autorizzato gruppi di vigilanza, con il rischio di creare una violenza tollerata dallo Stato contro rom e migranti’, riferisce il rapporto

fonte italy.indymedia.org





Free Jamal Juma’! – Free the anti-Wall prisoners!

23 12 2009

Il 16 dicembre le autorità israeliane hanno arrestato Jamal Juma’.

Questo arresto segue quello di Mohammad Othman, un altro attivista della Campagna Stop the Wall, e di Abdallah Abu Rahmeh, una figura di spicco in seno al comitato popolare di Bil’in contro il muro, così come quello di decine di altri che sono attualmente in carcere per la loro azione di difesa contro il Muro.

Quest’ultimo arresto è l’ennesima prova dell’escalation di attacchi contro i difensori dei diritti umani palestinesi da parte di Israele che continua a reprimere il diritto alla libertà di espressione e il diritto di associazione.

Aderisci alla campagna per la liberazione di Jamal Juma’ e per la libertà dei prigionieri del movimento contro il Muro!
E’ fondamentale che la società civile globale esprima la sua solidarietà alle sue loro controparti palestinesi.
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