Chi è Abdallah Abu Rahmah. Una lettera della moglie descrive il lavoro e l’arresto dell’attivista di Bil’in.

7 01 2010

Majida Abu Rahmah
da Huffington Post
4 January 2010
Alla giornata internazionale per i Diritti Umani, lo scorso anno, mio marito Abdallah Abu Rahmah si trovava a Berlino per ricevere una onorificenza dall’Associazione Mondiale per i Diritti Umani. Quest’anno nel medesimo giorno, il 10 Dicembre, Abdallah è stato prelevato alle due di notte dai soldati israeliani che hanno fatto irruzione nella nostra casa in Cisgiordania. Abdallah è stato arrestato per le stesse ragioni per le quali, un anno prima, ricevette il premio – il suo impegno non violento per ottenere giustizia, eguaglianza e pace in Israele-Palestina.
Mio marito è un insegnante di scuola e un contadino dal villaggio palestinese di Bil’in. Quando Israele ha costruito il suo Muro dell’Apartheid qui, ha separato Bil’in da più di metà della sua terra, con l’intenzione di facilitare l’espansione dell’insediamento colonico illegale di Mattityahu Est. In risposta, Abdallah e gli altri abitanti del villaggio hanno iniziato una campagna di resistenza non violenta. Ogni venerdì, per tutti gli scorsi cinque anni, abbiamo manifestato, assieme a israeliani e stranieri, per protestare contro il furto della nostra terra e delle nostre vite.
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Ich bin ein Bil’iner

9 11 2009

In Europa si celebra in questi giorni il ventennale della caduta del Muro di Berlino, ma nessuna parola viene spesa, da politici e giornalisti, per ricordare che altrove, nella martoriata Palestina, i muri crescono, altissimi e imponenti, e soffocano milioni di persone. E’ il Muro dell’apartheid israeliano, condannato dal diritto internazionale e dai maggiori organismi per la tutela dei diritti umani. Invano. Israele, nonostante i crimini di cui si macchia da oltre 60 anni, è accolta a braccia aperte nel consesso delle nazioni occidentali (e non solo!), e si moltiplicano gli accordi politici, commerciali e militari.Pubblichiamo qui di seguito l’articolo scritto da un videmaker italiano, che in questo periodo si trova a Bil’in, una cittadina nei pressi di Ramallah, nota internazionalmente per aver intrapreso circa cinque anni fa, una determinata e coraggiosa resistenza nonviolenta contro gli occupanti e oppressori israeliani.

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