Miracolo Aquilano

7 01 2010
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L’Aquila, il far west dei subappalti

30 12 2009

Il governo non applica gli strumenti di contrasto alle infiltrazioni mafiose previsti dal decreto Abruzzo. Ecco come il cratere del sisma è divenuto una zona franca.

inchiesta di Angelo Venti
Da settembre le forze dell’ordine scoprono 132 ditte non in regola. Un’ordinanza per coprire le irregolarità nei subappalti all’interno dei cantieri del piano C.a.s.e. è l’ultimo caso scandaloso di esercizio di potere perpetrato dalla Protezione civile. Il 12 novembre scorso il dipartimento diretto da Guido Bertolaso emana l’ennesima ordinanza sull’emergenza terremoto in Abruzzo, la n. 3820. Tra le pieghe del provvedimento si nasconde il comma 1 dell’art.2 con cui di fatto si elimina retroattivamente il reato di «subappalto non autorizzato», un colpo di spugna che rende inutilizzabili le prove già raccolte dalle forze dell’ordine su almeno 132 subappalti sospetti.

Ma vediamo cosa sta succedendo nel cratere del sisma del 6 aprile con la gestione Bertolaso degli appalti aquilani. Con il decreto legge n 39 del 28 aprile, noto come Decreto Abruzzo, si fissano numerose deroghe alla legge nazionale degli appalti, tra cui l’aumento dal 30 al 50 per cento delle opere che le imprese capofila potranno subappaltare. Su questa base il dipartimento indice la gara per realizzare i 4.700 alloggi del Progetto C.a.s.e. Appalti che vengono assegnati a un numero ristretto di ditte.
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Meno male che l’Europa c’e’

30 12 2009

L’Aquila 24 Novembre 2009
Il Centro di sabato 21 novembre riportava la notizia della firma a Bruxelles dell’accordo del sottosegretario Bertolaso con il commissario europeo: con questa firma è stata confermata la concessione di aiuti pari a 493,7 milioni di euro.
Come è noto, la somma, esattamente pari a 493.771.159 euro, è stata mobilitata dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, istituito nel 2002 con l’obiettivo di permettere alla Comunità di affrontare situazioni di emergenza in maniera rapida, efficace e flessibile.

La somma è stata così impegnata:
50 milioni di euro per emergenza, ricerca e salvataggio;
350 milioni di euro per il progetto C.A.S.E.;
93, 7 milioni di euro per 2.000 alloggi temporanei per gli abitanti dei 53 Comuni, nonché 34 edifici scolastici temporanei.

Il costo del progetto C.A.S.E., come pubblicato sul sito della Protezione Civile con aggiornamento al 3 novembre , è il seguente:
819.320.194 euro il costo complessivo del Piano C.A.S.E.
700 milioni stanziati dal decreto Abruzzo di cui 400 per il 2009 e 300 per il 2010;
40 milioni provenienti dalle donazioni
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Ottobre 2009: A L’Aquila è Emergenza Umanitaria

28 10 2009

da “EPICENTRO SOLIDALE”
tendopoli2Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
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… e “improvvisamente” arrivo’ il freddo …

16 10 2009

ABRUZZO. Le tendopoli, secondo il piano del governo, dovevano essere chiuse a settembre. Ancora ci vivono seimila persone.

E ora, dopo mesi di scelte unilaterali, si sollecita la collaborazione in vista di un’emergenza “improvvisa”: l’autunno.
Arriva il freddo e i nodi vengono al pettine. La neve sulle montagne, le basse temperature, i forti temporali e la tromba d’aria di alcuni giorni fa ricordano agli sfollati che il rischio di passare un lungo inverno lontani dalle loro case è reale. E l’allarme suona anche per la Protezione civile, costretta a fronteggiare una nuova emergenza più che prevedibile, quella della evacuazione forzata delle tante tendopoli di cui è ancora disseminato tutto il cratere: sarebbero ancora seimila gli ospiti dei campi ufficiali. Le tendopoli, secondo i piani sbandierati dal governo, dovevano essere chiuse a fine settembre, in contemporanea con la consegna degli alloggi del Progetto “Case”.

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